MECCANISMI

dio complicazione inutile

Per il noto principio metodologico detto “Rasoio di Occam”, tra due ipotesi, la più semplice è sempre quella vera. Rispetto a un Universo “creato” , che dunque presuppone l’esistenza di un’ulteriore entità antecedente al medesimo, un Universo (o Multiverso) perenne – anche se perennemente cangiante nelle proprie manifestazioni – è senza dubbio un’ipotesi migliore perché elimina l’inutile complicazione Dio.

PENSIERI CHE PURTROPPO LASCIANO IL TEMPO CHE TROVANO

odino

Questa mia modestissima considerazione è rivolta ai credenti, soprattutto cristiani, che per sbaglio dovessero capitare da queste parti.

A loro chiedo se abbiano mai riflettuto sul fatto che, qualora veramente esistesse un dio buono, giusto, misericordioso, desideroso solamente del bene dell’umanità – come quello in cui essi credono  –  egli avrebbe tranquillamente potuto manifestarsi agli uomini, magari uniti assieme per l’occasione, in tutta la sua potenza e grandezza, anche sotto forma di un enorme gigante o d’altra megafauna pure metaterrestre, invitandoli ad essere buoni tra di loro a pena di gravissime conseguenze dovute alla sua tremenda ira [*].

Perché non ha agito così? Quante guerre si sarebbero risparmiate se ciò fosse accaduto? Quante meno uccisioni dovute a invidia, odio, cattiveria, risentimento,  vendetta?

La risposta è banale, nella sua ovvietà. Se non lo ha fatto è perché non poteva farlo.

Non poteva farlo, perché non esiste nessun dio buono, giusto, misericordioso, desideroso solamente del bene dell’umanità.  In effetti, non esiste nessun dio e basta.

[*] Invece, secondo quell’esempio di coerenza logica che è la mitologia cristiana, il principale tra gli dei  del loro pantheon avrebbe mandato suo figlio, che poi altri non era che lui medesimo, che aveva messo incita sua madre minorenne, che prima di essere sua madre era sua moglie, tramite lo spirito santo, che poi era sempre lui, il dio, alle spalle d’un ignaro cornutaccio inconsapevole e incolpevole, per venire al mondo e farsi seviziare e ammazzare in maniera a dir poco trucida, onde consentire alla futura Chiesa Cattolica Apostolica Romana di raccogliere tramite le offerte e le donazioni dei propri fedeli fiumi d’oro e di denaro nei secoli dei secoli, al fine di utilizzarli per la costruzione di stupende chiese e basiliche, tutte adorne di statue, marmi, mosaici, quadri, affreschi e ogni sorta di meravigliose opere d’arte e oggetti preziosi. Ed è proprio per questo che si dice che l’arte ci avvicina a dio.

 

OMAGGIO A UN GRANDE ATEO: GEORGE CARLIN

(Mi chiedo come mai in Italia, tutti – ma proprio tutti – i comici,  siano così deferenti nei confronti della Chiesa e della religione in genere. V’immaginate lo show di un Benigni o di un Panariello, ma anche dei più irriverenti Albanese e Covatta, che contenga affermazioni quali quelle di Carlin nel video che ho postato?)

UN PAESE DI PRETI FALSI E STUPIDI CONFORMISTI CHE SON PURE CONVINTI DI ESSERE PIU’ INTELLIGENTI DEGLI ALTRI

DELLA SERIE: MAI PARLAR DI CORDA IN CASA D’IMPICCATI [*]

[*] Casta non è solo quell’ex-presidente della Repubblica che, tra appannaggi e pensioni varie, costa al contribuente oltre due milioni di euro all’anno; o il manager pubblico incapace che, dopo aver messo in ginocchio un’azienda di Stato, se ne esce con una liquidazione milionaria e una pensione da sogno; o, ancora, il politico arraffone che utilizza i soldi delle nostre tasse per favorire gli amici degli amici, suoi benefattori elettorali; oppure, il funzionario dell’ente locale che intasca tangenti a iosa, distribuendo sempre i nostri soldi ai professionisti del maneggio.

Casta, come dicevo, non è solo quella, che ne rappresenta appena il pyramidion. Casta sono anche le miriadi di persone stipendiate dallo Stato, dagli enti locali e dalle partecipate pubbliche, la cui unica preoccupazione, al mattino, è come fare ad arrivare fino a sera per giustificare lo stipendio che pigliano; casta sono tutti coloro andati in pensione a quarant’anni, grazie a leggi criminali approvate da politici criminali;  casta sono i titolari di molte cospicue pensioni Inpdap, guadagnate dopo decenni di dolce far nulla; casta è il giornalista Rai che si porta a casa il suo bel gruzzoletto, solo per dire quello che comoda a chi lo ha messo lì. Casta, appunto, sono tanti, troppi, veramente troppi, in quest’Italia che sta morendo soffocata dagli escrementi di questa gente.

La Casta  è perciò molto più estesa di quel che normalmente si è portati a pensare. Per questo, ogni qual volta vi siano degli attacchi efficaci allo status quo, si levano in sua difesa un numero impensato e strabiliante di soggetti. Tutti quelli cui questo regime, bene o male, tanto o poco, assicura un posticino caldo e confortevole.

Questi privilegiati non debbono combattere contro l’incertezza del domani. Poco importa loro se le banche chiudono il rubinetto del credito e molte aziende sono costrette alla resa. Che sarà mai se – proprio per garantire le  loro sinecure –  il Fisco pretende  dalle imprese e da chi non fa solo finta di lavorare quasi tutto quell’utile che potrebbe essere reinvestito nel rilancio dell’economia? Per essi, se il padre di famiglia muratore, causa la crisi dell’edilizia, non è più in grado di dar da mangiare ai  figli e si spara in testa, è solo una triste notizia da commentare a cena.  I giovani che non trovano lavoro e devono andare all’estero? Un preoccupante dato statistico. Per non parlare dell’artigiano che s’impicca perché Equitalia gli ha portato via la casa: sicuramente un evasore, ben gli sta.

Ecco, a tali soggetti non puoi paventare l’ipotesi che quelli che li mantengono possano anche incazzarsi, imbracciare un fucile e mettere fine a questo stato di cose. Se lo fai, hai detto un’eresia, hai evocato un demone e perciò, come ogni eretico, devi essere messo al rogo (mediatico e sociale) senza indugio alcuno.