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DRAMATIS PERSONAE

faccendiere

Oggi ho ricevuto una notizia che m’ha letteralmente sconvolto.

Un mio conoscente di gioventù – amico sarebbe una parola troppo grossa e addirittura compromettente – è stato appena designato a un importante e prestigioso incarico di rilevanza nazionale.

Orbene, niente da dire se si trattasse d’un soggetto integro e moralmente ineccepibile, ma stiamo parlando d’un noto trafficone, d’un palese evasore fiscale, d’un faccendiere senza scrupoli né etica, d’un personaggio che a detta di tutti sarebbe meglio perdere che trovare.

Nonostante questo, viene insignito d’un riconoscimento che istituzionalmente dovrebbe al contrario appartenere a qualcuno d’esemplare e specchiata onestà, trattandosi d’una magistratura a contenuto di sindacato e controllo.

Erode che gestisce un giardino d’infanzia. Arsenio Lupin alla guida della Banca di Francia.

Ecco, la vicenda qui riportata non fa altro che darmi la conferma di quel che ho sempre pensato, ossia che in Italia siamo ridotti a questo punto perché non c’è reale biasimo sociale verso chi si comporta disonestamente. La gente non spregia il disonesto, non lo disistima.

Tutt’altro. In realtà, lo invidia profondamente.

E’ l’onesto ad essere fuori posto in questo paese. Ecco perché, ogni giorno di più, matura in me la convinzione d’andarmene. Ma la mia è solo un’implicita ammissione di sconfitta e non vi dico quanto mi bruci doverla dar vinta a questa gentaglia. Però, di fronte a queste cose, mi sento oltremodo solo e impotente. E nauseato.