MAL D’AFRICA

Simon Roche, presidente dell’associazione di difesa civile Suidlanders , è stato recentemente intervistato da Alex Jones, di InfoWars sul genocidio bianco in corso nel Sudafrica post-apartheid.

Simon Rouche descrive quello che definisce il genocidio sistematico dei bianchi in Sud Africa, sotto la supervisione dell’African National Congress (il partito unico al potere che fu di Nelson Mandela) e dagli estremisti dell’Economic Freedom Fighters (un partito radicale leninista-stalinista), nato dalla scissione dell’ANC guidata dall’estremista nero Mulema.

“Le possibilità che un contadino bianco venga assassinato nella sua fattoria sono più del doppio delle probabilità che un poliziotto in questa violenta società venga ucciso. Ora, quando un uomo che lavora sul proprio terreno ha più del doppio delle possibilità di chi combatte il crimine in una società violenta come quella sudafricana, sai che qualcosa non va.

“La probabilità statistica che un bianco sia ucciso da una persona di colore in Sudafrica è superiore del 1200% rispetto alla probabilità che aveva un Nero di essere linciato negli Stati Uniti del Sud”.

“Ad esempio, una coppia di anziani è stata uccisa con acqua bollente versata sopra di loro, degli anziani recentemente sono stati rinchiusi nel loro camion Ford e poi il camion incendiato e bruciato.

“E poi c’è il caso, orripilante, di una bambina di 4 anni che è stata violentata da tre africani: è sopravvissuta, e poiché è sopravvissuta (questo è stato dimostrato dall’autopsia post-mortem) è stata poi impacchettata in carta di giornale cosparsa di benzina e poi incendiata .

“O la bambina di 3 anni che è stata crocifissa sul tavolo della cucina dei suoi genitori, e poi violentata da 4 africani mentre era crocifissa, dopo che i genitori erano stati sgozzati.

“È al di là dell’immaginazione della gente quello che sta accadendo in questo momento.

Siamo proprio sicuri di volerli a casa nostra?

(Qui la fonte dell’articolo)