PIAZZALE LORETO OVVERO IL TRIONFO DELL’ITALIA CRIMINALE E TRUFFALDINA

Mussolini, la Petacci e tutti i gerarchi, vennero trucidati senza processo dalle bande di assassini comunisti per un motivo ben preciso: appropriarsi dei conti cifrati segreti svizzeri dov’era nascosto il tesoro di Stato della Repubblica Sociale che doveva servire per sostenere il governo fascista in esilio.
Come ben sappiamo, il famoso “Oro di Dongo”, ossia l’ingente quantitativo di preziosi, titoli esteri e moneta pregiata, che il Duce e i gerarchi portavano con sé, venne rubato dai partigiani comunisti, sia per dividerselo tra loro che, in parte, per finanziare il PCI.
Ma quella era solo una frazione del bottino. La massa più cospicua era nascosta in Svizzera e, per ottenerla, erano necessari i codici dei conti che solo il Duce e pochissimi altri conoscevano. Per questo vennero tutti sottoposti ad atroci sevizie, la Petacci venne ripetutamente stuprata e infine furono messi a tacere per sempre.
E fu perché non venissero rilevate sui loro corpi le infami torture che avevano dovuto subire, che la folla venne aizzata a infierire sui cadaveri di Piazzale Loreto, facendo in modo che l’immane violenza post-mortem nascondesse quella che  era stata perpetrata loro prima di morire.