I GENTILI FUORI DAL CORTILE – GIULIO CESARE VANINI

GIULIO CESARE VANINI, filosofo
Nato a Taurisano (Lecce) nel 1585
Morto bruciato vivo dall'Inquisizione a Tolosa nel 1618 perché ateo

Giulio Cesare Vanini
«Prima di bruciare vivo Vanini, un pensatore acuto e profondo, gli strapparono la lingua, con la quale, dicevano, aveva bestemmiato Dio.
Confesso che, quando leggo cose del genere, mi vien voglia di bestemmiare quel Dio»” 

– Arthur Schopenauer –

7 thoughts on “I GENTILI FUORI DAL CORTILE – GIULIO CESARE VANINI

  1. Massimo rispetto per Vanini.
    Uno degli infiniti motivi per disprezzare la chiesa cattolica.

    Condotto verso il rogo esclamò: "Andiamo, andiamo a morire da filosofo"

    Un grande del libero pensiero.

    Ciao a tutti.

  2. Purtroppo non è che, in nome dell'ateismo, parecchi credenti non siano stati a loro volta massacrati: vedi Russia, Cina, Guerra civile spagnola, e dittature comuniste in genere.
    L'importante è non confondere il proprio ateismo con una religione da propagandare e diffondere. Come dico sempre, il percorso verso l'ateismo è un qualcosa che uno deve intraprendere da solo, col proprio ragionamento; non deve assolutamente essere convinto mediante mezzi di qualsiasi natura che si possano ricondurre all'indottrinamento. Altrimenti, l'ateo non sarebbe diverso dal credente, come nel caso di coloro che hanno sostituito alla fede in dio la fede nel partito.

  3. @—->Metropoleggendo
    Gliela tagliarono, la lingua, perché non era disponibile a fare ciò che fin troppo ben sa fare quella del post precedente e che tanto piace ai potenti, pontefici inclusi.
    Non credere che, se potessero, non si comporterebbero ancora nella medesima maniera. Tanto, ciò in cui sono maestri, è trovare una legittimazione a posteriori per qualsiasi loro porcheria, incluso il liberarsi delle critiche scomode e soprattutto di chi li critica.

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