ALBERT EINSTEIN: ELIMINIAMO UN SICURO EQUIVOCO

I credenti – tra cui i cattolici in prima linea – son soliti annoverare Einstein tra gli scienziati c.d. “religiosi”, per dare dignità alle loro superstizioni.

Si tratta della consueta mistificazione storica. Einstein sarà anche stato affetto da un leggero deismo [*] –  tutto da dimostrare – ma di sicuro non credeva in un dio che allo stesso tempo è padre e figlio di se stesso, nato da una vergine, che resuscitava i morti, ridava la vista ai ciechi, moltiplicava pani e pesci, tramutava l’acqua in vino, passeggiava sopra le acque, scacciava i demoni, guariva gli storpi, si faceva ammazzare sulla croce non si capisce bene per quale motivo, scendeva negli inferi, scatenava i terremoti, resuscitava dalla morte, assurgeva al cielo.

[*] Il deismo (dal latino deus) è una filosofia razionalistica della religione sviluppatasi nei secoli XVII e XVIII prima in Gran Bretagna e, successivamente in Francia e in Germania. Esso può essere visto anche come una teologia che ribadendo l’esistenza di Dio la configura in termini differenti da quelli della dottrina cristiana tradizionale. In realtà esso assume anche alcuni elementi del panteismo di Spinoza, ma riconferma l’esternalità di Dio rispetto all’universo. Il deismo riconosce l’esistenza di un ente supremo ordinatore dell’universo, ma nega ogni forma di rivelazione storica e di provvidenza, e rifiuta perciò qualsiasi dogma o autorità religiosa. Inoltre ritiene che l’uso corretto della ragione consenta all’uomo di elaborare una religione naturale e razionale completa ed esauriente, capace di spiegare il mondo e l’uomo. Nelle sue varie forme esso ritiene inessenziale la rivelazione, o ne prescinde, ritenendo che essa sia solo per gli incolti. Il deista fonda quindi la propria teologia non sui testi sacri ma sulla ragione, tuttavia assume a priori l’esistenza della divinità, come base indispensabile per spiegare l’ordine, l’armonia e la regolarità nell’universo.

 

5 thoughts on “ALBERT EINSTEIN: ELIMINIAMO UN SICURO EQUIVOCO

  1. Einstein era un vago deista, ma non ha mai creduto alle menzogne che vengono propinate dalla religione. Forse è stato proprio il suo deismo il limite che lo ha portato a rifiutare i principi della fisica quantistica, ammettendo lui stesso che “dio non gioca a dadi col mondo”. Frase alla quale successivamente Hawking ha ribattuto più o meno così: “non solo dio gioca a dadi ma a volte li getta dove non li possiamo vedere”.
    In effetti la quantistica non pone solo un nuovo modo di considerare la fisica, ma comporta, io credo, una conseguenza filosofica: che fine fa la fede in dio se le sue stesse leggi che dovrebbero essere deterministiche e infallibili, in realtà sono sottoposte alla probabilità?

  2. @ Lector e Dei,
    non mi risulta che Einstein credesse in un qualsiasi ” dio “, come dighiarato dai cristicoli in genere.
    Ho letto molto poco della fisica quantistica…provvederò.

    Non posso fare che ringraziarvi.

    Abbraccioni.

  3. Come al solito i cristicoli “rubano” le proprietà altrui e se ne appropriano arbitrariamente a proprio (ab)uso e consumo. Bisognerebbe dar loro una bella lezione una volta per tutte.
    Un abbraccio.

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