SCIOPERO GENERALE

pellizza da volpedo

E’ di oggi la notizia che i sindacati s’apprestano a indire uno sciopero generale per ottenere la riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente. Era ora!

E dico “era ora!” per tutta una serie di buoni motivi.

In primo luogo, perché i lavoratori dipendenti sono gli unici soggetti pienamente legittimati a protestare contro un’imposizione diretta e indiretta che in assoluto è a livelli inaccettabili e in relativo non ha confronti con gli altri paesi dell’occidente industrializzato. Tranne una frangia evasiva irrilevante e quasi esclusivamente di sopravvivenza, i lavoratori dipendenti le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo, in quanto il meccanismo impositivo vigente consente loro  pochissime vie di fuga.

In secondo luogo, perché è moralmente ingiusto che le battaglie salariali sostenute dai lavoratori, mentre da un lato incidono sulle imprese per cento, a chi le ha scontate sulla propria pelle consentano a malapena un risultato di cinquanta: lo Stato, infatti, senza fare assolutamente nulla, si prende metà d’ogni euro conquistato con le lacrime, il dolore e il sangue di coloro che hanno lottato per quel poco.

Non mi si replichi che ciò non è vero, perché oltre alle imposte dirette, alle accise sugli aumenti di beni e servizi di prima necessità, all’imposta sul valore aggiunto sui consumi degli utenti, ai tributi locali, oramai anche la contribuzione previdenziale è divenuta una vera e propria tassazione priva di corrispondenza tra ciò che viene attualmente prelevato al lavoratore (e, apparentemente per suo conto, all’azienda) e quello che verrà a lui riconosciuto in termini pensionistici. Vivere male oggi  per sopravvivere peggio domani, potrebbe essere il motto dell’INPS.

Terzo motivo:  a differenza di chi evade, i lavoratori dipendenti hanno la coscienza a posto e dunque tutto il diritto di pretendere la pulizia generale d’un sistema marcio fino all’osso, che adopera le gabelle estorte al popolo per finanziare un circuito clientelare-affaristico-mafioso  oramai spudorato nell’ostentare i frutti del proprio latrocinio. Se il prelievo abnorme dello stato italiano confluisse effettivamente in beni e servizi per i cittadini, saremmo il paese più benestante e più equo del mondo. Ma che uno debba privarsi del poco che ha per assistere quotidianamente all’ignobile abbuffata degli oligarchi che ci comandano, è assolutamente intollerabile.

Da ultimo, dico "finalmente!" con una seria speranza. Quella che le rappresentanze sindacali dei lavoratori si siano una volta per tutte distaccate da  un meccanismo che le vedeva partecipare, a tutti gli effetti, agli utili di questo salasso ai danni di chi si suda il pane e che, con la forza della disperazione dei troppi che non arrivano più alla fine del mese, diano un supporto definitivo ai molti che auspicano di vivere in un paese più onesto.

3 thoughts on “SCIOPERO GENERALE

  1. Amico Lector in fabula, parzialmente OT, ho trovato e pubblicato da me una cosa che avevi evocato in un tuo commento 😉 dico parzialmente OT perché sulle ultime frasi del tuo post grava – secondo la mia cinicissima visione – il rischio che la speranza si ponga al di fuori del mondo possibile :-)) (almeno nel tempo concesso alle nostre vite)

    cari saluti

    medita partenze

  2. Premessa: non so se duplicherò il commento, ho perso da un bel po’ le tracce del primo, ma splinder ogni tanto fa così ed è anche divertente vedere le diverse versioni!

    Cmq, parzialmente OT ti comunico che quanto da te evocato in un commento ad un post del mio blog è stato puntualmente reperito sui muri di roma e regolarmente pubblicato :-))

    Il “parzialmente” è dovuto al fatto che, secondo la mia cinicissima visione, la speranza espressa nella tua ultima frase del post assume la cifra dell’alterità rispetto al mondo del possibile 🙂

    Carissimi saluti

    Medita Partenze

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