RETROVERSUS CRESCIT TAMQUAM CAUDA VITULI

Adolf Ratzinger

QUESTO GIGANTE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO NON E’ NEPPURE IN GRADO DI SVILUPPARE UN CORRETTO PARALLELLISMO TRA QUELLO CHE FU L’IDEALISMO TEDESCO, NEMESI PER ANTONOMASIA DI QUALSIASI RELATIVISMO, E IL SUO FIGLIO PREDILETTO,  IL NAZIONALSOCIALISMO

13 thoughts on “RETROVERSUS CRESCIT TAMQUAM CAUDA VITULI

  1. Che facce da culo.
    Mi chiedo se ogni tanto si guardino allo specchio e si dicano che sono proprio degli stronzi impostori.
    Vogliamo ricordare una chicca…e cioè che la chiesa non mise mai all'Indice il Mein Kampf,ma in compenso ci mise Sartre?

    Cosa puoi aspettarti da questi criminali.

  2. Considerare il nazionalsocialismo il figlio prediletto dell'idealismo è una forzatura poco sostenibile. Si è trattato piuttosto di un parto involontario, avvenuto quasi a un secolo di distanza, al quale hanno contribuito diversi genitori Ad esempio Nietsche, che non mi risulta sia stato un idealista romantico. Non è neanche del tutto corretto contrapporlo al relativismo anche se la ricerca dell'assoluto che lo caratterizza può far pensare il contrario. Teniamo presente per esempio che per Hegel la religione è soltanto un passaggio intermedio in questa ricerca. Se l'idealismo romantico ha avuto una discendenza diretta penso si tratti dello storicismo.
    Filopaolo

  3. @—->Filopaolo
    Involontario o meno, il parto c'è stato. Vedo più legami tra il pensiero nazionalsocialista e Hegel, che con Nietsche, a parte l'equivoco del superuomo.  
    Che poi Hegel continui ad affascinare e lo si voglia pulito da questa macchia, è un altro discorso. Comunque, ha le sue belle responsabilità.

  4. P.S. che le responsabilità di Hegel e dell'idealismo tedesco rispetto al nazionalsocialismo, siano del tutto involontarie e senza dolo né colpa, questo è pacifico. La loro responsabilità meramente "oggettiva" si collega piuttosto al substrato culturale che contribuirono a generare nel corso dei decenni e che fece del popolo tedesco una facile preda della follia hitleriana. E' proprio la ricerca di quell' "assoluto" di cui parli, per quanto generato attraverso un procedimento dialettico, a inserire nelle menti un anelito che favorì l'ascesa al potere di chi assicurava d'incarnare "lo spirito del mondo".

  5. In argomento, mi permetto di segnalarti questo scritto, di cui condivido l'analisi:
    "Lo Stato Etico spiega molte cose delle dittature e dei totalitarismi. Hegel, in particolare, parte dalla considerazione che lo Stato è “sostanza etica consapevole di sé”. Conseguentemente, esso Stato è fonte di libertà e norma etica per il cittadino. Il che comporta che niente e nessuno può valutare e dare dunque un giudizio morale sulla condotta dello Stato, poiché è lo Stato che stabilisce le norme morali, il fine di se stesso, ed è lo Stato arbitro assoluto del bene e del male. E lo Stato – si sa – è il popolo. Tuttavia, lungi dal venir confermato il principio democratico, tale popolo non è capace di esprimere direttamente la volontà di se stesso. Necessita di un capo carismatico, un soggetto dotato della capacità di interpretare la sua volontà in quanto Stato, e convertire dunque tale volontà in azione statuali, in norme morali e giuridiche che ogni membro della comunità deve rispettare in modo assoluto. Da qui alla dittatura il passo è breve: il capo indiscusso (il dittatore) riassume in sé lo Stato e il Popolo che è espressione di esso. E non importa che poi il capo sia il segretario di un partito comunista, un leader rivoluzionario, un generale militare oppure la guida di un partito fascista, e non importa se il popolo rappresentato sia il proletariato disagiato o la borghesia produttiva, ovvero una casta militare. Importa solo che tale capo esista, abbia il potere concentrato nelle sue mani e sia capace di esprimere in modo univoco e indiscusso la volontà di chi carismaticamente (ma non democraticamente) rappresenta.
    Comunismo, Nazismo e Fascismo di fatto hanno applicato questa teoria. Sono partiti dalla considerazione che il popolo, non essendo in grado di potersi governare da solo attraverso sistemi democratici, abbia necessitato di un leader che potesse fare le sue veci, che potesse stabilire quel che è giusto e quel che è sbagliato e che perciò avesse la forza e la volontà di far applicare le regole senza alcuna possibilità di contestazione. E i risultati si sono visti: morte, distruzione, oppressione, violazione sistematica dei diritti umani fondamentali, illiberalità… e tutto in nome dello Stato Etico, del fine supremo a cui tutti i cittadini devono contribuire senza protesta e senza dissenso.
    Per certi versi, lo Stato Teocratico, oggi esistente in diversi paesi di religione islamica, parte dagli stessi presupposti. Solo che, il capo carismatico non interpreta la volontà di un popolo che è esso Stato, bensì la volontà divina, e applica in questi termini la legge divina che è allo stesso tempo legge morale e legge giuridica (la Shari’a) a cui ogni fedele deve piegarsi per ottenere la salvezza, il perdono e dunque il paradiso. Da qui, l’incompatibilità assoluta con il principio democratico e con i valori che esso propugna: libertà, uguaglianza e rispetto dei diritti fondamentali, posto che le leggi religiose a cui ci si rifà sono spesso arcaiche e dunque al di fuori del contesto sociale attuale che vede l’uomo come centro fondamentale non solo di doveri ma anche di diritti."

    (
    Il brano è tratto da qui: http://www.iljester.it/perche-odiamo-i-totalitarismi.html)

  6. Hegel non mi affascina affatto, anzi. Considero la sua filosofia un'enorme giustificazione del presente nel quale viveva. Questo è il motivo principale che mi fa sembrare argomentativamente insostenibile ogni supposta filiazione della sua filosofia in altri periodi storici
    Filopaolo

  7. Non mi dici, però, cosa ne pensi dello scritto che ti ho segnalato. A me pare plausibile e che giustifichi appieno le argomentazioni che sostengo nel post.

  8. Non condivido affatto Filopaolo il tuo accostamento Nietzsche-nazionalsocialismo.
    Il superuomo nietzscheano non c'entra nulla con l'ideale nazista,e Nietzsche si è sempre dichiarato anti-antisemita tanto da arrivare a scrivere in uno delle sue ultime lettere "farò infatti fucilare tutti gli antisemiti"(frammenti postumi 8/2:344).

    Come se non bastasse ruppe col suo editore antisemita Schmeitzner chiamando la casa editrice un "covo di antisemiti".

    In una lettera alla sorella del 1887 scrive:

    "Dopo aver letto il nome di Zarathustra nella corrispondenza antisemita,ho perso definitivamente la pazienza…adesso sono contro il partito di tuo marito per legittima difesa.Questi maledetti ceffi da antisemita non devono rifarsi al mio ideale"(Samtliche Briefe.Kritiske Studien-ausgabe in 8 Banden,Munchen).

    Fu addirittura pronto ad affermare la superiorità razziale degli ebrei;la sua argomentazione:poichè essi (gli ebrei) per secoli hanno dovuto difendersi dagli attacchi,sono diventati tenaci e raffinati,hanno rafforzato la capacità difensiva dello spirito e con ciò importato nella storia europea un'irrinunciabile ricchezza.

    Ritengo il nazionalsocialismo molto più figlio dell'idealismo:di coloro che vedono nella storia un fine e una meta,e quindi si permettono le più efferate scelleratezze.
    L'esatto contrario dello spirito libero nietzscheano par excellence.

    Ciao.

  9. @ deicida

    Neanch'io condivido l'accostamento con Nietsche ma sappiamo tutti e due che c'è chi l'ha trovato. Lo stesso credo che valga per Hegel. Nella spasmodica ricerca di capri espiatori che fughino il sospetto che il nazismo sia un prodotto della contingenza sociale ed economica del suo tempo perché ciò renderebbe evidenti le responsabilità con nomi e cognomi di attori economici "dietro le quinte", si preferisce dare la colpa a teorie filosofiche.

    @ lector

    Alle parole di uno degli innumerevoli commentatori, che da appena cinque parole di Hegel deriva tutte le sue considerazioni, contrappongo qualche parola in più del diretto interessato tratte dalle "Lezioni sulla filosofia della storia" (II, 1, c):
    "Sostanza dello spirito è la libertà. E' con ciò indicato quale sia il fine dello spirito nel processo storico: è la libertà del soggetto, è che esso abbia la sua coscienza e la sua moralità, che abbia per sé fini universali da far valere, che il soggetto abbia valore infinito e che acquisti coscienza di questo suo estremo valore. Questa realtà sostanziale del fine dello spirito del mondo viene raggiunta attraverso la libertà di ognuno."
    Ricordo anche che lo "spirito" per Hegel è la dimensione razionale che informa la realtà.
    Filopaolo
     

  10. Sempre a lector ricordo che sono stato da lui rimproverato quando ho proposto che il bisogno di occupare posti di potere da parte degli ebrei abbia le sue radici nell'ideologia marcatamente nazionalistica e razzista esposta nel Tanakh. E io mi sono spinto a fare tale accostamento in quanto in quel caso si tratta di una tradizione che si vuole mantenuta intatta dalle origini.
    Come si concilia questa tua presa di posizione con l'idea che invece, nel caso dell'idealismo, una teoria filosofica, che per sua natura  è inserita in un contesto in continua evoluzione e che convive e vive dell'apporto di altre linee di pensiero, possa invece riuscire a diventare la matrice diretta di un regime politico storicamente realizzato?
    Filopaolo

  11. Filo, ho precisato che, IMHO, l'idealismo tedesco ha creato il substrato psicologico che ha reso il popolo tedesco facile preda del nazionalsocialismo. Ho giustificato questo assunto, riportando quel commento che ti ho proposto e che mi trova sostanzialmente d'accordo.
    Non vado oltre.

  12. @ lector

    Ok, rimani della tua idea e va benissimo. Penso comunque che se si comincia a trovare plausibile il principio per cui le teorie filosofiche sono responsabili, anche indirettamente, di eventi storici successivi alla loro formulazione, allora non siamo più nella posizione di dare del tutto torto al papa quando afferma che l'illuminismo sia la fonte di quasi tutti i mali del mondo a partire dalla Rivoluzione in poi.
    E' chiaro che in ogni fatto storico entrano in gioco una serie di concause, ed è bene che la ricerca si sforzi di individuarle tutte, ma da qui a trovare la causa prima del totalitarismo moderno nell'idealismo romantico ce ne corre.
    Filopaolo

  13. Filo, la differenza tra quello che dico io e ciò che sostiene Ratzinger, è che la mia è una semplice ricerca di causa ed effetto, mentra la sua è un atto d'accusa e di condanna.
    L'idealismo tedesco è stata una tappa importante ed imprescindibile della storia del pensiero umano; non gli si può incolpare nulla, così come non si può incolpare Albert Einstein per le bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima.
    Non sono uno di quelli che crede che senza la religione il mondo sarebbe stato migliore. Anche la religione trova il suo posto nella storia, come i traumi della pubertà trovano il proprio nella vita d'un uomo. Non sono determinista, ma credo di non stare nel torto quando penso che domani il genere umano potrà essere un po' più maturo di quanto lo sia oggi. Solo più maturo, nel senso di più adulto grazie all'esperienza derivata dai propri errori, non peggiore né migliore.

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