LIBERTÈ, FRATERNITÈ, FREGALITÈ

Di Manlio Di Stefano

 

Gli “esperti” dicono che le 15 ex colonie francesi abbiano liberamente scelto di aderire al Franco CFA perché ne traggono vantaggio e, soprattutto, che possano uscirne in qualsiasi momento.

Eppure…
– 1963: Sylvanus Olympio, primo presidente eletto del Togo, si rifiutò di sottoscrivere il patto monetario con la Francia. Il 10 gennaio 1963 ordinò di iniziare a stampare una moneta nazionale e tre giorni dopo fu rovesciato e assassinato in un golpe condotto da ex militari dell’esercito coloniale francese.
– 1968: Modioba Keita, primo presidente della repubblica del Mali, annunciò l’uscita dal franco coloniale CFA denunciandolo come trappola economica per il suo Paese, rimase vittima di un colpo di Stato, guidato anche qui da un ex legionario francese.
– 1987: l’eroe panafricanista Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso indipendente, venne ucciso in un golpe sostenuto dalla Francia dopo aver proclamato la necessità di liberarsi dal gioco neocoloniale del franco CFA.
– 2011: il presidente della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, propose di salvare l’economia del Paese abbandonando il franco FCA in favore del Mir, Moneta ivoriana di resistenza: pochi mesi dopo la Francia bombardò il palazzo presidenziale e le forze speciali francesi fecero prigioniero Gbagbo.
– 2011: Muhammar Gheddafi progettava di rimpiazzare il franco CFA con una nuova valuta pan-africana basata sul dinaro libico e sostenuta dalle ingenti riserve auree di Tripoli. La Libia viene bombardata dalla Francia e Gheddafi ucciso. Una e-mail del 2 aprile 2011 ricevuta dall’allora segretario di Stato americano Hillary Clinton da un suo stretto collaboratore (https://wikileaks.org/clinton-emails/emailid/6528) spiegava che questa era la motivazione principale dell’attacco militare francese.

Traete voi le dovute conclusioni.

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