LE MIE RAGIONI

russell

Me lo chiedo spesso, su cosa mi porti a discutere di religione, religiosità, dei e divinità, pur essendo assolutamente ateo e perciò, teoricamente, indifferente a simili argomenti.

Poi penso che la ragione ha permesso a Galilei di prevalere sul cardinal Carafa, futuro Paolo IV; Darwin è infine uscito vincitore nella contesa col vescovo  Samuel Wilberforce, con tante scuse della chiesa anglicana; Champollion decifrò i geroglifici, nonostante l’opposizione del clero.

La lezione della storia  è che la ragione, prima o poi, ha sempre la meglio contro ogni superstizione.

Dunque, non bisogna mollare, perché alla fine “gutta cavat lapidem”, soprattutto se la nostra goccia ha la pretesa di contenere un po’ del sale dell’intelletto.

49 thoughts on “LE MIE RAGIONI

  1. e’ tutto giusto pero’ devi tener conto anche di altri due fattori (a mio modesto avviso)

    – il senso religioso o meglio la spiritualita’, il senso del trascendente e via dicendo, si assottigliano, si raffinano, tendono al loro progresso cosi’ come avviene per il progresso della conoscenza.

    I modelli trascendenti di oggi non sono quelli di ieri.

    – io non so se te la senti di escludere categoricamente che anche tu potresti essere alla ricerca di un tuo personale senso dell’esistenza. Il fatto che in questo post tu esordisca con…”me lo chiedo spesso…” lascia pensare che le risposte che ti dai (la vittoria della ragione sulla superstizione) potrebbero non essere le sole.

    Chi lo sa quello che abbiamo dentro…. boh.

  2. Sì, m’interrogo spesso sul senso dell’esistenza, come ritengo lo facciano tutti gli esseri senzienti dotati d’un minimo di sensibilità.

    Sotto questo profilo, non reputo d’escludere tout court la possibilità che vi possa essere un regolatore dell’universo. Lo giudico estremamente improbabile, ma non lo escludo del tutto. D’una cosa sono convinto, però: che se esiste una maniera di comunicare con il suddetto ente, essa passa attraverso il pensiero matematico e non certo tramite le sciocchezze scritte nei “libri sacri” da un popolo di pastori nomadi di tremila anni fa e poi ritualizzate dai diversi cleri. Mi sembra che anche tu sia sostanzialmente d’accordo con ciò, almeno dal tenore di alcuni tuoi passati interventi, sia pure in sedi diverse.

  3. P.S. 2

    La mia era comunque una giustificazione del mio comportamento sul piano della prassi, contrapposta – ad esempio – all’atteggiamento ostentatamente indifferente d’un Federico (Asmenos), che ribadisce in ogni suo intervento l’essere assolutamente superfluo e inutile il discutere di queste cose, accusandoci contemporaneamente di masturbazione mentale.

  4. Certo che sono daccordo (comm.2)

    Sono un nemico del vecchio testamento. Non tanto per i trasparenti strafalcioni che tentano di dare spiegazione del mondo quanto per la quasi completa mancanza di amore al suo interno. Una macelleria al confronto della torah e’ l’anima di un’educanda.

    Mi ricordo che circa un anno fa mi scagliai contro il senso del peccato originale, l’ereditarieta’ della colpa con la sua estensione ai bambini, ai neonati, a quanto di piu’ innocente conosciamo. I bambini. Manco a farlo apposta pochi mesi dopo (1 o 2) esce una enciclica del papa che rivisita il senso del limbo in un non senso e giudica l’esilio dei bambini morti senza battesimo come una condizione troppo restrittiva della misericordia di Dio. Ma pensa un po’….

    Le cose cambiano e le scritture pure. Le verita’ inossidabili rivelate da dio in persona sono le piu’ soggette a ruggine.

    Guardati quando hai tempo http://www.utopia.it

  5. Son andato a guardarmi il sito e, leggendo gli esempi di misoginia biblica, m’è venuto in mente che abbiamo basato per secoli parte della nostra etica, delle nostre leggi, dei nostri usi e costumi, su considerazioni non aventi maggior dignità della celebre frase “donna al volante, pericolo costante”! :-))

  6. Tutto super giusto.

    Mi viene però da muovere un appunto.

    Anche la fede assoluta nella ragione è una forma di superstizione.

    Secondo me non dovremmo tenere l’irrazionalità fuori dalla finestra quando si parla di essere umano sano. Da qui può discendere un grosso discorso sulla validità dell’inconscio anche nelle scoperte scientifiche ……

    La butto un pò là.

    Anche io in fondo sono alla ricerca …… forse non nel senso che gli da Red …….

    E poi, come Asmenos, anche se non lo dice, sono “un lettore compulsivo di blog ultracattolici”.

    Come questo.

    🙂

    Ateolarenzia

    🙂

  7. la fede assoluta nella ragione è una forma di superstizione

    No, attenzione, non fraintendiamo: nessuna fede assoluta nella ragione, ma solo la ragionevole convinzione che la ragione umana è, sino ad oggi, la miglior forma di adattamento all’ambiente prodotta dall’evoluzione rispetto a un organismo. Peraltro la nostra “ragione” è molto limitata e cercherò di supportare le mie parole con un esempio, che mi è venuto in mente ieri, assistendo a una coreografia televisiva.

    Nella coreografia, i ballerini si movevano in maniera perfettamente coordinata, secondo schemi geometrici euclidei, cioé formando cerchi, rette, semirette, curve, ecc. Sostanzialmente seconod forme riproducibili con equazioni lineari e matriciali o, al massimo, di secondo grado.

    Mi sono chiesto se avrei percepito il medesimo senso di ordine ed armonia qualora le coreografie avessero prodotto degli schemi più complessi, perfettamente sincronici, ma d’altra natura; che ne so, curve a cavatappo, personaggi che percorrevano la scena in maniera apparentemente casuale ma in realtà secondo uno schema ben preciso che io non sarei riuscito a capire. Secondo me, l’evoluzione del nostro cervello che ci riserva il futuro è proprio quella di riuscire a immaginare strutture molto più complesse di quelle che riusciamo a strutturare oggi e, dunque, di superare i limiti odierni. Chissà “come” avverrà ciò e “se” effettivamente avverrà.

  8. Che tu non abbia la fede assoluta nella ragione è una cosa che a mio parere ti distingue.

    Ciò che volevo dire è che questa fede assoluta nella ragione esiste e su di essa si fonda almeno la civiltà occidentale.

    Questo io contesto e tento, nel mio piccolo, di rifiutare.

    Con questo non dico che la ragione debba essere gettata via. T&uttaltro.

    Però andrebbe usata, diciamo, come uno strumento.

    Non dovrebbe costituire ciò che ci rende umani.

    Non dovremmo fondare su di essa tutto ciò che ha rilevanza nel nostro mondo individuale e collettivo.

    Poi è chiaro che per vivere io ho bisogno della ragione e la devo usare bene o almeno il meglio possibile.

    E’ ridurre tutto alla ragione che penso sia sbagliato ……..

    E’ per questo che sono preoccupato della attuale esclusiva deriva razionalistica che ha preso anche la religione.

    La concordanza fra fede e ragione, se di fatto era nell’ordine delle cose che si trovasse, mi fa venire i brividi quando viene diffusa ogni giorno e a reti unificate.

    Ma forse sbaglio io a preoccuparmi.

  9. Fino a un certo punto.

    Lui la ragione la buttò via del tutto mi pare

    🙂

    Io cerco di tenermela stretta.

    Almeno da un pò di tempo a questa parte.

  10. Secondo me, l’evoluzione del nostro cervello che ci riserva il futuro è proprio quella di riuscire a immaginare strutture molto più complesse di quelle che riusciamo a strutturare oggi e, dunque, di superare i limiti odierni. Chissà “come” avverrà ciò e “se” effettivamente avverrà.

    ti rimando a questo scritto di Paul Davies estratto ddal suo volume

    Siamo soli?

    il caos non è un concetto tanto semplice in fisica. Gli studi sui sistemi caotici in fisica, chimica e astronomia, rivelano sorprendenti legami tra l’apparente casualità e l’improvvisa comparsa dell’ordine! Paradossalmente nel caos … ci sarebbe dell’ordine. Un sistema funzionante allontanato dal suo equilibrio funzionale, sembra sviluppare autonomamente un ordine di livello superiore.

    Esempi di auto-organizzazione di cui chimica e fisica abbondano sono rintracciabili nei laser, nelle reti elettroniche, nei superconduttori, nei vortici di fluidi turbolenti, nelle reazioni chimiche non in equilibrio, nella formazione dei fiocchi di neve e persino nei sistemi economici…

  11. Perfetto. Proprio ciò a cui intendevo riferirmi. Il prossimo stadio evolutivo DEVE comportare la capacità di comprendere il caos. Sino a quando non si presenterà questo “uomo nuovo”, non assisteremo a modificazioni significative nell’evoluzione della nostra specie.

  12. Chiaramente, l’uomo “vecchio” starà all’uomo “nuovo” – o al coccodrillo, chi lo sa quale sarà la forma che per prima si evolverà nel senso suddetto – come gli altri primati stanno oggi a noi.

  13. P.S.

    Pensa, è il mio unico rammarico nei confronti della morte: non vedere come va a finire!

    E’ come avere per le mani un libro appassionante e dover smettere di leggerlo dopo 50 pagine.

    Per un “lector in fabula” questo pensiero è peggiore di una tortura cinese.

  14. spero tanto non solo per te (ma anche per il sottoscritto) che troveremo il modo di stupirci nel renderci conto che la consapevolezza di esistere e’ qualcosa che va aldila’ dei limiti della materia.

    Mi piacerebbe tanto.

  15. ===Dunque, non bisogna mollare, perché alla fine “gutta cavat lapidem”===

    risulta a mio parere particolarmente negativo questo voler combattere la ricerca sul piano trascendentale.

    Per quanto improbabile possa sembrarci la presenza dello spirito, ovvero di una dimensione che supera la morte, uno non puo’ reprimere la ricerca della felicita’ assoluta, dell’immortalita’ e della conoscenza del tutto, del perche’ viviamo, del perche’ vale la pena vivere anche se la vita e’ al 99% sofferenza, ricerca che e’ inevitabilmente. piu’ o meno consapevolmente, caratterizza l’esistenza umana..

    Si puo’ combattere contro la fede cieca, sia sul fatto trascendentale, sia sulla possibilita’ di risolvere solo manipolando l’ambiente e la materia, ma non reprimere la ricerca

    ===Il prossimo stadio evolutivo DEVE comportare la capacità di comprendere il caos.===

    perche’, ci sono state evoluzioni in questo senso nei millenni passati? a parte il mito della preistoria, siamo veramente sicuri che l’uomo di oggi abbia strumenti intellettivi piu’ potenti di un babilonese o di un etrusco? a me non sembra..

    Oltre a questo io che dovrei fare? invece di fare ricerca ADESSO accogliendo l’ipotesi dell’esistenza del trascendente e praticando ORA una via spirituale sperimentale, dovrei morire senza aver fatto alcun tentativo di emanciparmi, mentre una fantomatica evoluzione portera’ l’uomo del 3050 a capire, senza alcun spunto di ricerca, come stanno definitivamente le cose e qual’e’ la verita’ assoluta?

    non e’ il fideismo cieco riproposto in termini non religiosi? con il fatto che il fideismo cieco in ambito religioso almeno si propone come una soluzione , per chi la assuma, valida ed efficace anche adesso, anche ieri, anche mille anni fa, mentre qui’ si tratta di immolarsi nel fuoco dell’inutilita’ del vivere felici del fatto che un giorno, qualcuno, ce la fara’…

    un po’ poco no?

    ciao! e scusate l’intromissione…

  16. mah riguardo agli strumenti intellettivi non so cosa intendi (il QI ?).

    Ma comunque 3 o 4000 anni sono un misero flash rispetto ai circa 6.000.000 di anni di scibile (la preistoria e’ un mito?…. punti di vista). L’uomo di 3000 anni fa forse e’ indistinguibile dall’attuale e potrebbe frequentare le nostre accademie. Una cosa cambia pero’ e 3000 anni sono un’enormita’. Il bagaglio culturale scientifico, etico, morale, umanistico.

    Quello che ad esempio a me fa riconoscere nel vecchio testamento una quantita’ soffocante di menzogne per l’appunto scientifiche, etiche, morali e… d’amore.Questo significa che quelle persone sono state ingannate

  17. ===riguardo agli strumenti intellettivi non so cosa intendi==

    quelli dei quali parlava lector.. la capacita’ di comprendere il caos..

    Io non vedo alcuna evoluzione in questo senso.. e anche se la potessi rilevare, cosa faccio, non faccio ricerca ma fantastico sul fatto che qualcuno, fra tot migliaia di anni, possa arrivare alla verita’ senza rischiarci sopra un po’ di vita?

    ===la preistoria e’ un mito?..==

    beh.. uomini cosiddetti “primitivi” sono presenti in questo mondo accanto a noi e la pensano da cosiddetti “preistorici” anche se siamo nel 2009.

    Quindi non mi meraviglierei se la stessa convivenza fra civilta’ e tecnologie diverse ci fosse stata anche qualche migliaio o milione di anni fa anche se gli archeologi non l’hanno rilevata.. d’altra parte tutte le culture antiche ne parlano..

    Per cui preferisco non nutrire certezze in questo ambito..

    ===Quello che ad esempio a me fa riconoscere nel vecchio testamento una quantita’ soffocante di ==

    capisco.. ma ammesso e non concesso che la tua visione sull’antico testamento come qualcosa di inevoluto sia giusta, mica, a quei tempo, c’era solo l’antico testamento… il mediterraneo mica e’ il mondo…

  18. Attenzione: l’evoluzione non procede gradualmente, bensì a salti. L’organismo che disporrà d’un intelletto capace di ragionare in maniera multidimensionale e che, dunque, col favore degli eventi, a notro discapito, occuperà in futuro la nicchia biologica che fu dell’homo sapiens, somiglierà a noi quanto noi assomigliamo all’australopiteco Lucy o all’uomo di Neanderthal. Si tratta di specie apparentemente simili ma radicalmente diverse. Infatti, tra noi e gli antichi sumeri o egizi o cinesi, non sussiste alcuna differenza intellettiva in termini di potenzialità, ma solo differenze di carattere culturale.

  19. si si amen…alleluja….:)

    …chiamalo indottrinamento eh Lector?!

    Parli come se tu avessi visto riscontri tangibili personalmente nel presente e nel passato e soprattutto parli dando un incondizionata fede cieca a quelle autorità che ti hanno passato quelle informazioni, autorità che non hanno dimostrato affidabilità nè onestà di intenti, autorità che oggi ti dicono una cosa e domani te ne partoriscono un altra e tutto questo ambaradan basato solo su interessi di potere….O———–o

  20. lector

    ==? ? ?==

    la quantita’ di fede irrazionale da me rilevata era molto alta .. quindi ho risposto con due classiche invocazioni.. (non avertene a male.. scherzavo!!)

  21. Guardate che io formulavo solo delle ipotesi …. il fatto che tutto ciò che dico risulti condizionato da una premessa ipotetica o dubitativa, dovrebbe essere un elemento oramai acquisito da parte dei miei interlocutori, almeno di quelli che dialogano con me da un po’ di tempo.

    Domani, potrebbe cadere un meteorite ed estinguere ogni forma di vita del pianeta.

  22. @–>Psiconella

    Crescita della conoscenza, non delle modalità d’apprendimento che, sarei pronto a scommetterci, sono le stesse dei primi homines sapientes.

    Voglio fare un piccolo esempio, perché risulti più comprensibile il mio assunto. Su Sky TV, ogni tanto, viene programmato un documentario dal titolo “My shocking story”, che evidenzia persone affette da patologie così gravi da trasformarli infenomeni da baraccone. Per inciso, il programma è inguardabile, tanto oltrepassa il limite del buon gusto. Comunque, tra le storie narrate, vi è quella di un pescatore dell’etremo oriente, detto “uomo albero”, perché la sua pelle si è trasformata in un insieme di escrescenze cornee talmente deformanti, da renderlo oramai addirittura poco somigliante a un uomo. Ebbene, supponiamo che questa variazione genetica si fosse presentata in un momento in cui, per effetto del buco dell’ozono, gran parte della popolazione mondiale venisse decimata dalle radiazioni e che il nostro “uomo albero”, in virtù della sua “malattia” risultasse talmente protetto da queste radiazioni da esserne immune. Evidentemente, nel giro di relativamente poche generazioni egli sopravviverebbe ai propri simili e sarebbe capace di riprodursi e di generare una discendenza tale da soppiantare gli altri esseri umani non dotati di ciò che improvvisamente è divenuto un vantaggio determinante. Dall’uomo così come lo conosciamo noi, passremo di colpo a “uomini albero” che, col tempo, muterebbero il loro patrimonio genetico in maniera tale da non potersi più accoppiare con il genere “sapiens”.

  23. ..bhè dopo tutti gli alberi abbattuti oscenamente per fare libri inutilissimi, una bella nuova generazione di uomini alberi, non ci starebbe male!!!

    …chi di spada ferisce….

    😀 😀 😀

  24. Sull’evoluzione prego Isvari e Yaso a documentarsi un po’ meglio.

    Certe riduzioni sono veramente semplicistiche.

    Magari se vi va, ne discutiamo sul mio blog.

    Quanto agli altri, io non accuso nessuno di onanismo mentale. Accusare è una brutta parola.

    Dico la mia su certe discussioni.

    Quanto la lettura di blog ultracattolici…la vedo più come una missione. La rete è infestata da certa gente, far vedere che c’è anche chi la pensa diversamente lo ritengo, per il mio modo di veder le cose, doveroso.

    Un saluto a tutti!

  25. Aggiungo poi che “evoluzione” e “miglioramento” o “perfezionamento” non sono sinonimi.

    Chi la pensa così non ha letto abbastanza.

  26. As, sei perfettamente legittimato a dire la tua!

    Sapessi quante volte, di fronte alle tue (giuste) osservazioni, mi sono chiesto il perché, poi, mi ostinavo in questa fatica di Sisifo, che è la battaglia contro le superstizioni e la creduloneria.

    Concordo anche sulle tue altre considerazioni (es. #35).

  27. @–>Asmenos

    L’adattamento ricerca anche la forma più economica, quella che dà il miglior risultato con il minor sforzo, che può non essere – e il più delle volte non lo è proprio – il miglior risultato in assoluto.

  28. Mmmm

    non vorrei che nel tuo “ricerca” ci fosse qualche possibile interpretazione finalistica.

    Finchè concepiremo l’evoluzione come la realizzazione di un progetto con della finalità non ci saremo liberati di una metafora, la teleologia, veramente dura a morire.

    Consiglio a te e a tutti gli altri la lettura di questi testi:

    “Una lunga pazienza cieca – Storia dell’evoluzionismo” di Giulio Barsanti

    “Il futuro di Darwin. L’individuo” a cura di Lorenzo Calabi.

  29. Don’t worry: nessuna tentazione finalistica.

    Mamma mia quanto sei malfidente! 🙂

    Grazie per i consigli di lettura.

  30. Non è che non mi fidi. Ma il linguaggio è ambiguo. Specie quando non vedi con chi stai parlando.

    Per le letture…è un piacere.

  31. non e’ che ti lascia perplesso il fatto che preferisco non nutrire certezze su questo ed altri argomenti? dato che e’ cio’ che ho detto piuttosto esplicitamente.. niente di piu’ e niente di meno..

    🙂

  32. Ah sì?

    Dal tuo intervento mi pareva d’aver capito che tu, consideravi primitive (non in senso negativo) certe popolazioni ancora presenti sul globo.

    Ma in passato non c’era solo l’Homo Sapiens.

    C’è da intendersi dunque, perchè il termine “uomo primitivo” è ambiguo.

  33. ===Dal tuo intervento mi pareva d’aver capito che tu, consideravi primitive (non in senso negativo) certe popolazioni ancora presenti sul globo===

    analoghe in termini di, boh, etica, tecnologia civilta’ e cultura a cio’ che la scienza ci racconta dell’uomo preistorico

    🙂

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