NON ARRENDERSI ALL'EVIDENZA

condom_suora

<<Dello stesso parere è anche il Prof. Oliviero Bernasconi, parroco di Genestrerio, che all'epoca della suddetta conferenza episcopale era rappresentante della Svizzera italiana all'interno della Commissione sulla famiglia:  "Porto impresse nella memoria le parole dell'allora cardinale di Parigi: "La proposta della Chiesa ai cristiani è radicale: non fare sesso al di fuori del matrimonio. Esistono tuttavia persone deboli che possono incorrere nella disgrazia di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Non si facciano queste propagatrici di morte".>>
(Fonte Ticinonline)

La solita maniera dei cattolici più accorti di glissare clamorosamente le incongruenze e le antinomie palesi contenute nel Magistero.
Non si ammette l'assurdità e l'anacronismo della dottrina e del canone, ma si cerca un possibile compromesso che consenta al fedele di tornare a parlare un linguaggio di civiltà, più in linea col pensiero moderno.
Non importa, passiamoci sopra. Quel che interessa è il risultato.


 

IL PIU' SORDO TRA I SORDI

lurlo-di-edward-munch-oslo-munchmuseet-1893
Moennikes e io andammo direttamente alle fosse. Nessuno pensò di impedircelo. A questo punto udii provenire da dietro una collinetta di terra vari colpi di fucile in rapida successione. Le persone, scese dai camion, uomini donne e bambini di ogni età, su comando di un SS, che impugnava una frusta o uno scudiscio, dovettero spogliarsi e deporre i propri effetti in luoghi prestabiliti, le scarpe divise dagli abiti e dalla biancheria intima. Il mucchio delle calzature comprendeva, da quel che ho visto, da ottocento a mille paia, e c’erano grandi mucchi di biancheria e di abiti. I deportati si spogliavano senza pianti né grida, se ne stavano raccolti in gruppi per famiglia, baciandosi e dicendosi addio a vicenda, in attesa del cenno di un altro SS che era sceso nella fossa e impugnava del pari una frusta. Durante il quarto d’ora in cui sono rimasto accanto alle fosse, non ho udito nessun lamento o implorazione. C’era per esempio una famiglia di forse otto persone… Un’anziana con i capelli candidi reggeva in braccio un bambino di forse un anno, canticchiandogli qualcosa e facendogli il solletico, e il bambino lanciava gridolini di piacere. Il padre e la madre guardavano la scena con gli occhi imperlati di lacrime; l’uomo teneva la mano di un ragazzino sui dodici anni, parlandogli a voce bassa, e il ragazzo faceva del suo meglio per inghiottire le lacrime. Il padre indicava con il dito il cielo, accarezzava la testa del figlio, sembrava spiegargli qualcosa. A questo punto, lo SS che si era calato nella fossa gridò qualcosa al suo camerata: questi isolò dal resto una ventina di persone e ingiunse loro di recarsi dietro la collinetta di terra. Tra queste si trovava la famiglia di cui ho testé parlato. Mi ricordo perfettamente di una ragazza sottile e coi capelli neri che, passandomi accanto, indicò con un cenno se stessa e disse: ‘Ventitré anni!’. Mi recai a mia volta dietro la collinetta di terra e mi trovai di fronte a un’enorme fossa; in questa le vittime giacevano fittamente ammucchiate l’una sull’altra, tanto che se ne vedevano soltanto le teste, e da tutte il sangue scorreva sulle spalle. Alcuni dei fucilati si muovevano ancora, certuni alzando le braccia e agitando il capo, per mostrare che erano ancora vivi… Volsi lo sguardo all’uomo che provvedeva alle esecuzioni, un SS che se ne stava seduto per terra, sul lato minore della fossa, con le gambe penzoloni in questa, un mitra di traverso sulle ginocchia, intento a fumare una sigaretta. I fucilandi, completamente nudi, scesero nella fossa per una rampa scavata nella parete di fango e, inciampando nelle teste dei caduti, raggiunsero il punto indicato loro dalle SS. Si disposero davanti ai morti o feriti, alcuni di loro facendo una carezza a quelli che erano ancora vivi e dicendo sottovoce qualcosa. A questo punto risuonò una scarica di mitra. Guardai nella fossa e vidi che alcuni dei corpi erano ancora agitati dalle contrazioni agoniche oppure erano già immobili. Dalle nuche ruscellava il sangue”.[*]

Dov'era il tuo dio, Joseph Ratzinger, mentre tutto questo succedeva?

[*]Testimonianza dell'ingegner Hermann Friedrich Grabe su una fucilazione in massa di circa cinquemila ebrei avvenuta il 5 ottobre 1942 a Dubno, in Ucraina, ad opera di SS e membri della milizia fascista ucraina