Va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nel cielo (Marco 10:21)

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Come ogni anno torna l’otto per mille

Nel mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse”.

La frase attribuita (erroneamente a quanto pare) a Benjamin Franklin ci ricorda che nei prossimi mesi molti italiani presenteranno la loro dichiarazione dei redditi.

Dato che quasi tutti gli italiani si lamentano delle tasse ci sembra l’occasione per spiegare, ancora una volta, come funziona una delle tasse più ingiuste che affliggono questo paese.

L’istituto dell’otto per mille nasce con la revisione del concordato fra l’Italia e la Santa Sede nel 1984, revisione avvenuta grazie al secondo uomo della Provvidenza a cui il nostro paese ha dato i natali, anche lui, come l’altro “Lui”, ateo “abbastanza” dichiarato.

Bettino Craxi, di lui (con la minuscola) stiamo parlando, in cambio di rinunce formali da parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, sostituì il meccanismo della congrua con cui lo stato pagava lo stipendio ai preti cattolici con un fiume di denaro quasi illimitato che rappresenta una delle più cospicue entrate della Chiesa.

Stiamo parlando appunto dell’introduzione di questa tassa, a cui nessuno si può sottrarre, l’8 per mille IRPEF, che viene destinato a confessioni religiose o allo stato per fini “umanitari”.

In pratica il cittadino italiano può scegliere se destinare questi suoi soldi ad una confessione religiosa (riconosciuta, ovvero che abbia firmato gli accordi con lo stato… tanto per fare un esempio sono esclusi per ora i buddisti e i musulmani) o allo stesso stato italiano.

Cominciamo con il dire cosa c’è di sbagliato, fin qui.

Niente in contrario ad una tassa di solidarietà obbligatoria, la domanda è: perché limitarsi alle confessioni religiose? Per quali motivi astrusi non posso sostenere con i miei soldi una qualunque associazione umanitaria che io ritengo meritevole? Perché non posso decidere di destinare la mia tassa di solidarietà a Emergency, a Medici Senza Frontiere o al Telefono Azzurro tanto per fare degli esempi?

Il motivo è ovvio, l’otto per mille doveva sostituire dei soldi dati (tramite la congrua) alla CCAR da parte dello Stato Italiano, se avessero aperto troppo alla “concorrenza” il flusso destinato alle casse CEI sarebbe stato considerevolmente inferiore.

Ma andiamo avanti. L’otto per mille ha un meccanismo di attribuzione dei finanziamenti che si basa sul concetto di silenzio-assenso rispetto alla volontà della maggioranza. Una scelta di dubbio valore morale, visto che non stiamo parlando delle elezioni ma di come il voto di altre persone determina a chi andranno i miei soldi.

Mi spiego.

Come detto possiamo destinare il nostro otto per mille IRPEF alla Chiesa Cattolica, allo Stato Italiano o altre confessioni religiose che sono Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia.

Ora logica vorrebbe che nel caso un cittadino italiano NON esprima la scelta, trattandosi di soldi italiani, i soldi di quel cittadino rimangano allo Stato Italiano.

La logica comune, ma non quella della politica subordinata alla forza della Chiesa.

Infatti chi ha progettato il perverso meccanismo dell’otto per mille ha stabilito che i soldi del cittadino che non esprime la sua preferenza vengano ripartiti tra i beneficiari dell’otto per mille in base alle percentuali di chi ha scelto di esprimere la sua preferenza.

Esempio concreto.

Nel 2003 della totalità degli italiani il 61% NON HA ESPRESSO ALCUNA PREFERENZA PER LA DESTINAZIONE DEL PROPRIO OTTO PER MILLE, il 35% ha scelto di destinarlo alla Chiesa Cattolica, il 3% ha scelto di assegnarlo allo stato, l’1% ha scelto un’altra religione a cui destinarlo.

In base alle scelte espresse (il 39% del totale) la Chiesa Cattolica si pappa l’89% del TOTALE dell’otto per mille di TUTTI gli Italiani.

Chiaro il concetto? La scelta della minoranza è determinante per il destino dei soldi di tutti.

È per questo motivo che, fra le altre cose, la Chiesa ha estrema paura della possibilità di nuovi accordi con religioni più rappresentative come i musulmani (più di un milione di persone in Italia). Se partecipassero alla spartizione dell’otto per mille il flusso di soldi (circa un miliardo di euro annui) che la CEI gestisce si vedrebbe ridotto considerevolmente.

Figuriamoci poi se gli atei e gli agnostici (circa sette milioni in Italia) avessero la possibilità di finanziare tramite l’otto per mille le loro associazioni… gli eredi di Ruini si ritroverebbero quasi sul lastrico.

Ovvia, lastrico si fa per dire, visto che questo miliardo di euro annui regalatogli da Bettino Craxi è solo una fetta dell’enorme torta di quattrini che l’Italia regala OGNI ANNO alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Una torta che vale circa 4,5 miliardi euro (ANNUI, ripetiamolo) secondo Curzio Maltese e circa 9 miliardi di euro (ANNUI) secondo il meno prudente Piergiorgio Odifreddi.

In ogni caso, che sia chiaro a tutti, che la Chiesa Cattolica ci costa, a noi italiani, più della tanto vituperata casta politica.

Ritengo questo un motivo sufficiente a non destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica; tuttavia ce n’è un altro non meno importante.

La CCAR fa una pubblicità estremamente ingannevole dell’uso di questo otto per mille. I soldi che prende infatti vanno solo in minima parte (un quinto del totale, dati della CEI stessa) per opere di assistenza e beneficenza, ben l’80% del flusso dei soldi entrati è usato per il sostentamento del clero e per la costruzione e la restaurazione delle chiese.

Quindi quando in TV fanno vedere che con i soldi dell’otto per mille ci aiutano i poveri e i bisognosi, questa è semplicemente una balla.

Detto questo, a chi destinare allora l’otto per mille?

Non certo allo Stato Italiano che è succube del Vaticano e rinuncia completamente a fare “concorrenza” sull’otto per mille (nonostante la sua cronica carenza di fondi) ed inoltre usa quei pochi soldi che comunque gli vengono assegnati o regalandoli di nuovo alla Chiesa Cattolica, o peggio (un anno ci ha finanziato anche la missione in Iraq spacciandola per umanitaria).

Il mio consiglio personale è quello di destinare l’otto per mille, in attesa che nel nostro paese ci siano politici degni di tal nome che fermino questa vergogna, alla Chiesa Valdese.

Perché? Per almeno due buoni motivi.

  1. I Valdesi usano tutto il ricavato dell’otto per mille EFFETTIVAMENTE per beneficenza e non per il sostentamento dei loro pastori o la costruzione di nuove chiese.

  2. Costituiscono uno dei pochi esempi di chiesa rispettosa del significato della laicità (vedi posizioni sul Testamento Biologico tanto per fare un esempio) ed è un motivo per me sufficiente per premiarli.


Annotazione conclusiva.

Si tende a far confusione da parte cattolica (confusione dolosa, come capita spesso) fra otto per mille e cinque per mille. Non fatevi ingannare.

Il cinque per mille (istituito recentemente con lo scopo di finanziare la “ricerca”) ha un meccanismo assolutamente diverso. A questo possono infatti accedere TUTTE le associazioni, non c’è nessun meccanismo di ripartizione silenzio-assenso, i soldi non assegnati rimangono allo stato ed è inoltre fissato un tetto massimo di spesa totale annua da parte dello stato.

Non si capisce perché l’uso di due pesi e due misure… quando si parla di finanziare la chiesa non ci sono limiti, si impedisce la concorrenza, si usano meccanismi truffaldini per avvantaggiare il più forte. Quando si parla di finanziare la ricerca, tutto il contrario. Come dire, che siano ben chiare le priorità di chi ci governa.

 di Alessandro Chiometti

6 thoughts on “Va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nel cielo (Marco 10:21)

  1. Sei riuscito senza tanti giri di parole a rendere chiaro ciò che per molti è fumoso.

    Dovresti essere catalogato come servizio utile 🙂

    Grazie grazie!!!

  2. Non si capisce perché l’uso di due pesi e due misure…

    non c’è peggior fesso di chi fa il fesso. il bello è che si è anche già risposto: Il motivo è ovvio, l’otto per mille doveva sostituire dei soldi dati (tramite la congrua) alla CCAR da parte dello Stato Italiano.

    es.1 devo 10 euro al gelataio e 5 al panettiere. incontro il gelataio e gli dò 10 euro, incontro il panettiere e gliene dò 5. dice il panettiere: “Non si capisce perché l’uso di due pesi e due misure…”

    es.2 l’Italia ha dato una vrancata di soldi alla Libia, ma alla Tunisia una mazza. dice la Tunisia: “Non si capisce perché l’uso di due pesi e due misure…”

    e così via ad libitum

  3. #4, cvd.

    perla di saggezza zen: “tlattale ugualmente cose divelse è uguale a tlattale divelsamente cose uguali”.

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