URLA NEL SILENZIO

“Bruno, il ‘bello’ del collegio, viso angelico e occhi azzurri, capelli ricci biondo-castani, lo ha indicato tra coloro che avrebbero abusato di lui. Un alto prelato che si sarebbe intrattenuto con lui nel 1959, quando aveva 11 anni e viveva con altri bambini sordi nell’Istituto Provolo. Una denuncia circostanziata, quella di Bruno, che indica l’alto prelato in monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona morto nel 1981, per il quale è stato avviato quattro anni fa un processo di beatificazione. Ma dopo le accuse di 15 degli ex allievi sordomuti riuniti nell’Associazione Provolo contro sacerdoti pedofili rivelate da ‘L’espresso’ nel numero della scorsa settimana, il processo di beatificazione è stato sostanzialmente sospeso.”
“Gli ex allievi, bambini e bambine affidati all’Istituto per sordi, hanno descritto tre decenni di molestie commesse da 25 tra religiosi e fratelli laici: l’ultima risale al 1984. Fatti che per il codice penale non costituiscono più reato. Ma le accuse rivolte contro monsignor Carraro sono l’elemento che ha maggiormente indignato l’attuale vescovo di Verona, Giuseppe Zenti. Dopo un primo comunicato in cui parlava di “profonda sofferenza e di accertamento della verità”, ha poi alzato i toni: “Una montatura infamante, menzogne”. Il vescovo ha attaccato il presidente dell’Associazione, Giorgio Dalla Bernardina, che avrebbe “plagiato” i sordi: “Sospetto che le dichiarazione le abbia firmate lui”. Inoltre ha ribadito le accuse di “ricatto” per ottenere una serie di richieste economiche. Richieste che s’incentrano sulla sede dell’Associazione, di proprietà dell’Istituto Provolo, da dove sono stati sfrattati. Immediata la riposta dell’Associazione: “Il problema della sede è inesistente, ci hanno domandato 200 euro al mese, dopo una prima richiesta di 3 mila. Noi non abbiamo accettato e ne abbiamo trovata un’altra. Un ricatto per 200 euro, ma siamo matti? E perché non ci ha denunciato?”. La loro versione è opposta a quella della Curia: “I nostri problemi sono cominciati più di tre anni fa, quando abbiamo denunciato i casi di pedofilia all’arcivescovado. Da allora hanno cercato di cancellare la nostra presenza e la nostra voce. Ma i sordi parlavano di abusi già 30 anni fa. Visto che il vescovo parla di ricatto, l’Associazione è pronta a querelarlo”, riferiscono i portavoce Giorgio Della Bernardina e Marco Lodi Rizzini.”
Il coinvolgimento di Giuseppe Carraro fra i pedofili di Verona, non suona strano. Non fa che confermare voci insistenti che circolavano a Verona e sulle quali nessuno aveva mai voluto o potuto indagare.Il vescovo cattolico affermava che quelle accuse erano inserite all’interno di un sistema di ricatti. Un’estorsione di denaro, dunque.
Questa settimana è uscito l’espresso con un articolo intervista di un prete che dentro all’Istituto Provolo abusava dei ragazzini.
L’articolo è su l’espresso del 21 maggio 2009 e a firma di Paolo Tessadri.

Nell’intervista questo prete, il cui nome non è citato afferma di aver abusato di parecchi ragazzi, mentre, il vescovo cattolico di Verona affermava che i fatti, di cui lui era a conoscenza, coinvolgevano dei laici, cioè non preti cattolici. Questo prete ha iniziato ad abusare dei ragazzi nei primi anni ’60 e, da allora ha abusato di una quindicina di ragazzini sordomuti. Racconta che i suoi abusi sono durati moltissimi anni e dice: “Ho cominciato da giovane e non mi rendevo conto, allora ero un semplice assistente. Lo facevano tutti, anche in altri istituti. Era normale. Questo era l’andazzo”. Dalle notizie che ho dal resto d’Italia e dalle notizie che arrivano dai processi ai preti cattolici di mezzo mondo, appare evidente che la pedofilia era una pratica costante e sistematica della chiesa cattolica, favorita e tollerata dai magistrati e dalla polizia di Stato che non ha mai messo gli Istituti sotto controllo: d’altronde, si trattava di un reato contro la morale, non di violenza alla persona!
Questo prete intervistato fa anche nomi di altri sacerdoti che abusavano i bambini e quando l’intervistatore gli chiede se qualcuno che abusava dei bambini è mai stato cacciato, il prete conferma che uno fu cacciato, cosa confermata anche dal superiore dell’Istituto, il prete Danilo Corradi. Il motivo? “Era violento. Il più cattivo. Faceva del male ai ragazzini.”.. Il prete conferma che i responsabili dell’Istituto sapevano. Poi, quando la storia, per l’inchiesta de l’Espresso è stata resa pubblica il prete dice che “E’ venuta fuori una catena di odio fra i sacerdoti” e a quel punto, dice: “Poi l’avvocato ci ha detto di non parlare con nessuno”.

17 maggio 2009
Claudio Simeoni

2 thoughts on “URLA NEL SILENZIO

  1. Per ogni caso abominevole che viene reso pubblico mi chiedo quanti altri giacciono nella più profonda oscurità. Mi chiedo quante violenze giacciono unicamente nella mente dei carnefici e delle vittime.
    Più grande dello schifo che suscitano in me queste notizie è il pensiero che essi non siano altro che la punta dell’iceberg di un sistema criminale disgustoso.

  2. Credo sia molto importante mantenere viva la memoria della gente sul fatto che queste cose avvengono e sono reali.
    Purtroppo, il battage pubblicitario e la propaganda continua attuata da giornali e televisioni attorno a questo papa, sono preordinate a far dimenticare tutti questi fatti.
    Un’operazione di facciata che sta riuscendo perfettamente.
    Io, nel mio piccolo, cerco di far quel che posso. Purtroppo, chi invece ne avrebbe i mezzi (UAAR, Odifreddi, ecc.) stanno cadendo come tordi nella trappola del Vaticano e si adagiano nel clima generale di benevolenza che circonda la figura di Francesco.

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