IL MIGLIORE


Palmiro Togliatti, uno degli personaggi più immondi nella storia dell’Italia unita, ben sapeva quali nefandezze avessero commesso i suoi uomini al termine del conflitto e subito dopo.
Sapeva, inoltre, che molti dei suoi “partigiani” altri non erano se non ex-repubblichini, spesso fanatici fascisti, seviziatori e torturatori che avevano solo cambiato la camicia nera con quella rossa.
Per questo e non per benevolenza nei confronti di controparte, chiese ed ottenne la generale amnistia per crimini di guerra, all’inizio degli anni cinquanta.
Gli servivano truppe di truci combattenti e assassini senza scrupoli per fare la sua “rivoluzione bolscevica” e li voleva liberi e pronti.
Sapeva che sarebbero accorsi tutti sotto il suo comando, con la prospettiva di tornare a razziare, violentare, uccidere, stuprare, seviziare. Per poi magari andare a costituire il nerbo della nuova organizzazione comunista e la sua polizia segreta.
Grazie all’organizzazione “Gladio” e ai servizi segreti americani, il nefasto progetto de “il Migliore” non andò mai in porto.
Ma abbiamo rischiato grosso.