SANTA IGNORANZA

sorriso

Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, intervenendo a un convegno ha dichiarato che continuerà a credere “nell’unico e vero Dio dell’amore” perché pensa che “nessun ateo possa spiegare il sorriso di un bambino”.
In realtà, gli etologi lo spiegano benissimo: si tratta d’una forma di difesa adottata dai cuccioli dei mammiferi per intenerire gli adulti e riuscire così ad ottenere del cibo, che essi altrimenti non sarebbero in grado di procurarsi da soli, o per evitare di essere sottoposti ad attacchi contro i quali non dispongono ancora di mezzi di difesa adeguati.
Come sempre, basterebbe solo la volontà d’informarsi, per evitare di dover ricorrere al solito dio dei gap.

20 thoughts on “SANTA IGNORANZA

  1. qualche credente sa spiegarmi perché l’Intelligent Designer – che non vuole che mi masturbi – non mi ha designed co’ le braccia più corte?

  2. Cioa lector in fabula,scopro ora il tuo blog,e devo dirti che mi piace molto;ti aggiungo subito ai miei link preferiti.
    Confermo che l’unione fa la forza.

    Un caro saluto.

    P.S.:Questi pretacci invece di sparare idiozie sdolcinate potrebbero incominciare ad aprire qualche libro di biologia…

  3. Fai pure orsopio, sappiamo che è il tuo sport preferito ed ognuno è libero di seguire i propri hobby :-))
    In realtà il problema è quello della spiritualità che non è materialità. Se uno pensa che esista la trascendenza cerca di allontanarsi dalla materia. Non mi sembra difficile da capire.
    Allo stesso modo per il sorriso di un bimbo, c’è una spiegazione materiale che, per chi ha come solo interesse farsi le seghe, basta a livello etologico. Non basta per chi cerca nella spiritualità e comunque non è soddisfatto dalle spiegazioni materiali.
    Ad esempio ok la masturbazione, ma c’è di meglio, come andare con una donna!!! :-))
    Prova, orsopio, e poi mi sai dire 🙂
    Anonimo

  4. @–>Orsopio
    Quante diottrie?  😀

    @–>Deicida
    Benvenuto. Spero avremo spesso occasioni di dialogo.

    @–>Anonimo
    E firmati, una buona volta. Mica ti mangia nessuno!   :-))

  5. "l’onanismo alla fin fine è l’unica occasione che si ha per fare sesso con qualcuno che si stima davvero" (cassini, mi pare)

    "In realtà il problema è quello della spiritualità che non è materialità."
    ‘azz che profondità. non potrei mai arrivarci a un argomento così. e non saprei come confutarlo!
    torno mesto e sconfitto al mio adorato youporn.
    🙂

  6. lascia che resti anonimo, padrondecasa… diversamente, con questi argomenti taglienti e stringenti chissà che persecuzioni si attirerebbe… e forse non è ancora pronto al martirio e relativa ricompensa (settanta vergini, giusto?).
    ma sono certo che ci sta lavorando.

    (in realtà io non mi masturbo per diletto. lo faccio solo per arrivare in forma al cospetto della Fabbrica Di Spogliarelliste. sapevatelo, su ramen channel) 

  7. @–>Orsopio
    Forse la sai già.
    Un signore, ridotto miseramente in termini fisici, va dal proprio medico. Questi lo osserva attentamente per un lungo periodo, poi, a bruciapelo, gli chiede: "Quanti rapporti sessuali ha con sua moglie?". Il paziente lo guarda, ci pensa un po’, e poi dice sicuro "Due volte al giorno". Il medico, scettico, gli chiede: "E basta?". E l’altro: "Lei mi ha chiesto con mia moglie. In verità, ci sarebbe anche l’amante" "Ahh, lo sapevo. E quante volte, con l’amante?" "Con l’amante, almeno tre volte al giorno". "Mmmmm ……""Poi, però, ci sarebbe l’amica di mia figlia …." Ah! E con questa?""Con questa poco, una volta sola al giorno." "Tutto qui?" "No, a dire il vero. C’è pure la colf." "Pure la colf?""Si, almeno due volte al giorno, quando mia moglie va a far spese." A questo punto, il medico, inorridito, non ce la fa più e urla a gran voce: "Ma non capisce che se continua così lei se la fa con le sue mani?" "Sì dottore, con le mie mani almeno quattro volte al giorno": 
     

  8. Materialità che non è spiritualità, effettivamente è da Catalano 🙂
    Sai qual’è la fregatura? Che temo proprio che le settanta, o quello che sono, vergini debbano rimanere tali :-)) …… quando si proporrà qualcosa di meglio mi kamicazerizzerò (il gioco di parole è fortuito 🙂 ).
    Orsopio, dove l’hai sentita quella della forma, in “tutti pazzi per mary”? :-))

    Anonimo (in realtà sono semplicemente timido)

  9. Comunque, in effetti “la mente si occupa delle grandi cose come poesia, filosofia …. ma è il corpo che si diverte …” ahahah Da Woody Allen in Amore e Guerra :-))
    Anonimo

  10. Gesù Cristo non prevede di allontanare la "materia" ma, anzi, la inserisce nel programma spirituale al fine di esaltarla.
    Ma questo è un argomento non approfondito, probabilmente per mantenere quel falso pudore tanto caro a chi ha l’obiettivo di tenere sotto controllo il popolino.

  11. anonimo #8:
    in questi termini è mia, ma non posso negare che sia un tributo a "se sono così bravo a fare l’amore è solo perché mi sono allenato a lungo da solo" (w. allen) 

  12. Ciao a tutti!
    Bah questo "dio dell’amore" mi fa pensare a qualcosa di licenzioso, al limite della gaffe, ma poi non era Eros il dio dell’amore si è convertito al paganesimo?! 🙂 Vabbè, a parte gli scherzi, bisognerebbe contestare anche l’affermazione per manifesta stupidità, soprattutto…. a quanto le danno al chilo le frasi fatte? Che cosa intende con lo "spiegare" il sorriso di un bambino? Se intende capirne il meccanismo causa-effetto allora è come dice lectorinfabula: è spiegabilissino senza ricorrere alle divinità che albergano nella mente offuscata del cardinale; ma pur ricorrendo ad esse (per assurdo)… cosa ci ‘spiegano’? Che ride per volontà del dio dell’amore?  Sarebbe questa la spiegazione?!  Oh, their God!

  13. A proposito di Pinocchio… ma deve essere proprio una fiaba indigesta per la chiesa, quella li! Sembra tutta una metafora per prenderli per i fondelli: allora c’è questo falegname dedito alla sega, che vuole a tutti i costi un bambino (e come potrebbe se lavora solo di sega e non è sposato, poveretto?). Poi arriva la fata turchina che è in grado di donare l’anima e sembra una divinità celtica (ma l’anima non è esclusiva dell’onnipotente?), e trasforma un pezzo di legno in un essere animato che alla fine diventa pure un bambino vero senza nemmeno aver mai messo piede in una chiesa e per di più con la coscienza di un insetto a fargli da riferimento morale. 🙂 

  14. … e gli unici personaggi negativi sono quelli che gli chiedono di aver pazienza e di sperare in qualcosa di buono per raccolgierne i frutti successivamente, sttoiaccia che si rivela una truffa e quell’altro che lo distoglie dalla scuola/conoscenza…

  15. @–>Statolaico
    Non avevo mai fatto caso a questi aspetti mitologico-pagani della storia di Pianocchio. Molto interessanti, roba da  Vladimir Propp.

  16. ciao Lector
    dico indegnamente che i credenti dovrebbero smetterla di ritenersi depositari della vera umanità solo perchè credenti in un Dio buono. Così facendo pensano il male dei poveri atei, che magari sono anche brave persone, commettendo due errori: non usare la provvidenziale tolleranza contro i (presunti) peccatori, con ciò contravvenendo a una sorta di obbligo interno, e fornire un giudizio basato su un pre-giudizio, che  è un’offesa all’intelligenza.
    Ovviamente inciamperei pure io in questa fallacia se estendessi questa critica a tutti i credenti. Infatti non lo faccio e la estendo solo a quelli che si pronunciano.
    Dimostrare che dietro i comportamenti dei neonati vi sono regole naturali non priva affatto di poesia il sorriso di un bambino.
    D’altra parte, gli atei, per amore di verità, perchè gli atei son devoti alla Natura, dovrebbero usare cautela nei giudizi stereotipati e considerare se nel credere in qualcosa al di là di ogni prova c’è del buono (ma quest’ ultima cosa la dico per me…).
    Bye

  17. Ciao amico Anonimo (… magari una piccola sigla, tanto per attribuire un’univoca provenienza di precedenti e futuri commenti?).
    Io rispetto il credente in quanto essere umano, non in quanto credente.
    Mi dispiace, ma chiunque pretenda di traslare il piano di discussione sull’asse del trascendente, non potrà pretendere di ricevere da me altro che il sorriso di comprensione che rivolgerei a un bambino, quando mi  racconti di come Babbo Natale sia sceso dal comignolo per portargli i doni. 

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