QUEL CHE A DOTTRINA NON T’INSEGNANO

(immagine tratta dal sito Eresie)

Nel 415, Severo, vescovo di Magona (odierna Mahon), capitale di Minorca, appiccò il fuoco a una sinagoga piena di fedeli in seguito al rifiuto di costoro di parlare con lui. Numerosi vescovi capeggiarono la distruzione del mondo pagano. Alessandria, in particolare, era nota per i suoi vescovi violenti e per la volubilità religiosa della sua popolazione:  una miscela tendenzialmente esplosiva. Nel 392 fu distrutto un mitreo per costruire una chiesa al suo posto. Ne seguì una rivolta contro i cristiani, con cattura di ostaggi che furono rinchiusi nel complesso del Serapeion, il grande tempio che dominava la città. Teofilo, vescovo di Alessandria, salì la gradinata dell’edificio e diede lettura di una lettera dell’imperatore che sembrava condannare gli dèi pagani (probabilmente in base alla legislazione antipagana varata da Teodosio in quello stesso anno). Non è chiaro se i pagani dispersero o uccisero gli ostaggi; sta di fatto che Teofilo ordinò di attaccare la statua di Serapide, cui seguì una totale distruzione di edifici, compresa una parte secondaria della biblioteca di Alessandria.”  (Charles Freeman, Il Cristianesimo primitivo, Torino , 2010, pagg. 338-339).

Mi chiedo spesso quanti di noi sarebbero cristiani, in particolare cattolici, se fin da piccoli ci fosse stata insegnata con onestà l’autentica storia del cristianesimo.

Da testi come quello sopra riportato è infatti  facile intendere perché il predominio sull’istruzione sia di vitale importanza per la sopravvivenza stessa della Chiesa e perché su tale questione siano caduti e continueranno, ahimè,  a reggersi o a cadere tutti i governi della nostra repubblica “pontificia”, ancora per molti anni a venire.

5 thoughts on “QUEL CHE A DOTTRINA NON T’INSEGNANO

  1. Quando penso che le persone credono a un dio piuttosto che un altro, senza nemmeno indagare le vicende che hanno portato all’instaurarsi di una religione non posso che rimanere allibito.
    Come si fa ad accettare così supinamente un credo senza nemmeno indagare la sua storia, la natura dei suoi dogmi, la violenza con la quale si è imposto?
    Come si fa a non vedere dietro gli dei delle varie epoche, l’impronta degli uomini che diffusero certe credenze piuttosto di altre?

  2. Secondo me, molti non indagano perché è talmente tanta la suggestione che subiscono da piccoli con la scuola, la dottrina, l’oratorio, la parrocchia, gli scout, le associazioni cattoliche, che quando arriva a quell’argomento, il cervello si rifiuta di pensare.
    Ho memoria della mia stessa esperienza e di quanta fatica mi sia costato liberarmi di tutti i condizionamenti psicologici ricevuti dalla famiglia, dalla scuola e dai vari contesti religiosi in cui ti costringono ad andare fin dai primissimi anni della tua vita.
    La cosa peggiore è stata liberarsi del senso di colpa. E’ un condizionamento talmente subdolo che dovrebbe essere trattato dalla legge alla stregua di uno stalking o di un mobbing o delle molestie sessuali.

  3. Hai ragione, il senso di colpa è l’arma più subdola che possano utilizzare per bloccare la mente nel suo processo di liberazione.
    Fu una cosa che colpì anche me,e penso chiunque si sia definitivamente allontanato dalla religione.

  4. Pur essendo un controsenso mi piacerebbe sapere quanti rimaremmo sulla Terra se Dio nella sua magnifica benevolenza sterminasse tutti quelli che professano credi religiosi, tipo un Diluvio mirato 😉

  5. @–>Andrea

    Credo più o meno il 30% della popolazione dei paesi più industrializzati.
    Tuttavia, se ciò che dici dovesse proprio accadere, credo che noi atei dovremmo rivedere le nostre posizioni. 😀 😀 😀

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