MISSION

economia vaticana
I messaggeri di pace

(dal sito Civiltà Laica)

 

La chiesa cattolica ha molto a cuore l’Africa. È cosa nota, si sa. Le martellanti pubblicità struggenti che, facendo leva sulla nostra emotività, cercano di convincerci a donare i nostri soldi a questa santa istituzione che li userebbe, secondo i proclami pubblicitari, per fare del bene a chi ha bisogno, per alleviare le sofferenze di poveri e malati, e per portare pace e scuole nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”, sono una prova di quanto sia importante per la chiesa la causa africana. Chiedono donazioni dicendo che con quei soldi ci aiuteranno l’Africa e gli africani, e se alla chiesa non bastano le donazioni per questa santa causa, smettono anche di chiedere e prendono anche quello che viene destinato ad altri soggetti, come il recente caso del dirottamento dell’otto per mille destinato allo stato dimostra. Certo, a vedere i musei vaticani ci si interroga facilmente sull’incredibile numero di poveri africani che si potrebbero sfamare con un solo metro quadrato di quel sito museale simbolo della proverbiale povertà cristiana, così come a sfogliare le pagine del grande libro dei misteri d’Italia, dove compare molto spesso un istituto finanziario dal nome curioso, lo IOR (Istituto opere religiose), ci si interroga facilmente sul motivo per cui questo potentissimo istituto finanziario compare spesso in questioni losche e autentiche pagine buie della storia del nostro paese, mentre non compare mai in questioni legate all’aiuto dell’Africa. Ma forse, in fondo è meglio così.

Infatti, a giudicare da quanto emerso da una recente inchiesta degli esperti delle Nazioni Unite sul Congo, di cui ha parlato qualche giorno fa anche Il Manifesto, è emerso che un prode difensore della causa africana, padre Pier Giorgio Lanaro, avesse una fitta corrispondenza con Ignace Murwanashyaka, leader dei miliziani del Ruanda, arrestato in Germania il 17 Novembre con l’accusa di «crimini di guerra e contro l’umanità e arruolamento di bambini soldato». Un fulgido esempio di aiutante dell’Africa. Nelle e-mail al vaglio delle nazioni unite, il prode missionario padre Lanaro definisce l’arruolatore di bambini soldato «mio amico».

Nelle corrispondenze, tutte molto recenti, datate tra l’agosto e l’ottobre 2009, la copia dei cui allegati è in possesso del Manifesto, il prode missionario italiano spiega come far arrivare fondi ai miliziani ruandesi, e lascia intendere che questa “santissima operazione di carità” si svolge con una certa connivenza della procura generale della Congregazione e dell’economato regionale della congregazione. Il missionario sottolinea poi come non c’è per lui nessun problema a ricevere gli aiuti per i profughi e a dirottarli ai suoi amici miliziani armati, con l’aiuto dell’economato della congregazione, magari coinvolgendo anche alcuni suoi parenti.

Nel frattempo la congregazione dei saveriani non fa commenti in attesa che il rapporto sia reso pubblico. Ma intanto, quando vediamo le pubblicità del grande aiuto che la chiesa da ai poveri in africa, siamo autorizzati a credere che il concetto di aiuto ecclesiastico sia quantomeno perverso, come perversa è buona parte del clero, a giudicare dai rapporti sui preti pedofili che lasciano poco spazio per improbabili difese.

L’aiuto della chiesa in Africa è una favola, l’ennesima favola di chi sulla favola dell’inferno e del paradiso ha costruito il suo impero. Peccato per quei pochi padri comboniani, come Alex Zanotelli, che ancora credono che la chiesa possa servire a qualcosa di buono, mentre spendono la propria vita al servizio dei poveri e degli ultimi nella stessa chiesa amica degli arruolatori dei bambini soldato. 

Marco Vulcano

4 thoughts on “MISSION

  1. un testo illuminante, come illuminante è l’articolo postato da kefos…anzi aggiungo il sito tra i link!

    anche io, riguardo a gente come zanottelli, mi domando come risolva un simile conflitto interiore sul fatto di stare nella chiesa…per fortuna è un problema suo….

    ci sentiamo verso pranzo o questo pomeriggio, ciao a tutti!

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