MA IL POPOLO VUOLE SANGUE!

Abusi all’asilo di Rignano, tutti assolti.

Secondo l’accusa, tre maestre in attività da più di vent’anni che peraltro erano anche frequentatrici abituali della parrocchia dove insegnavano dottrina, un’attempata bidella donna e un ignaro marito di una delle maestre, ex sceneggiatore della Rai, si dedicavano durante le ore scolastiche a orge sfrenate, coinvolgendovi numerosi bambini dell’asilo, che venivano portati per tale scopo in un luogo esterno e lontano dalla scuola. E tutto ciò, a parte l’assurdità della cosa in sè [*], senza che nessuno se ne sia mai accorto, senza che sia stato mai trovato uno straccio di riscontro, senza almeno una motivazione di lucro, senza neanche un dvd grazie al quale i nostri potessero eccitarsi rivivendo le loro avventure erotiche da pervertiti. Temo per loro: purtroppo ci sono ancora due gradi di giudizio, non è finita.

L’Italia: che paese d’imbecilli.

[*] Solo chi non conosce affatto la sessualità femminile ed è affetto da turbe psichiche di tipo paranoico allucinatorie,  può arrivare a immaginare che una aberrazione del genere abbia delle probabilità di essere vera, coinvolgendo non una donna – il che già sarebbe una circostanza abbastanza rara e tale da rappresentare un caso clinico – ma addirittura quattro, per sola finalità sessuale senza che vi sia almeno uno scopo di lucro sottostante.

11 thoughts on “MA IL POPOLO VUOLE SANGUE!

  1. Ciao Lector,
    vicenda interessante, non capisco come sarebbe potuta accadere una cosa del genere.
    Sia in un caso o nell` altro (imputati colpevoli o innocenti) la storia pare assurda.
    Se si assume sia vera, come e` possibile che quattro insegnanti anziane facciano violenza (in quattro!) a dei bambini?
    Se si assume sia falsa (come mi pare fai tu), come e` possibile che ci siano testimonianze o presunte tali di addirittura venti(!) bambini?
    In un caso o nell` altro la storia pare incredibile.

    Gigi

  2. Ciao Gigi, benvenuto.
    “Se si assume sia falsa (come mi pare fai tu), come e` possibile che ci siano testimonianze o presunte tali di addirittura venti(!) bambini?”
    Non ti ricordi più di quando si era bambini? C’era una forma di partecipazione collettiva per cui un fatto, anche se inventato, raccontato da uno del gruppo, diventava patrimonio di tutti. Se hai pazienza, vorrei narrarti un piccolo aneddoto. Tanti anni or sono, quando mio figlio faceva la seconda elementare, nella sua classe è accaduto un piccolo scandalo, con tanto di convocazione di tutti i genitori, direttrice di circolo, assistenti sociali, psicologa. Una bambina di soli sette anni, tra l’altro figlia di famiglia molto agiata e senza dubbio “al di sopra di ogni sospetto” secondo i normali canoni di giudizio – professore e primario ospedaliero lui, insegnante alle superiori lei – s’era rivolta alla propria compagna di banco dicendole: “Vorrei succhiarti quelle tue belle tettone, lesbicona mia!”. La compagna aveva raccontato la cosa ai propri genitori ed è successo un vero e proprio putiferio, come puoi ben immaginare.
    Probabilmente, una tv accesa in fascia non protetta, un film visto all’insaputa dei genitori, una conversazione tra adulti colta di nascosto, la battuta di una barzelletta udita e ripetuta in maniera totalmente inconsapevole, un compagno di scuola un po’ più vecchio che s’è divertito ad insegnarle una frase “sconcia”. Chi potrà mai saperlo?
    I bambini sono come spugne che raccolgono tutto ciò che sentono, dalle fonti più disparate e lo rigurgitano quando meno te lo aspetti. Qualsiasi genitore che abbia un minimo di sale in zucca lo sa. Con il bombardamento mediatico che subiscono ogni giorno, i bambini sono divenuti loro stessi autentiche bombe ad innesco imprevisto. Figurati che alcune mie conoscenti, maestre d’asilo, hanno addirittura paura di portare i bimbi a fare la pipì per il timore che questi possano andare a casa a raccontare chissà cosa.
    Credo tu abbia avuto delle esperienze con le donne. Mai trovato una affetta da perversioni tali da anche solo immaginarsi avviluppata in orge con bambini? Ciò andrebbe totalmente contro l’istinto fondamentale della femmina d’uomo che, al contrario di quello del maschio umano, non è volto alla sessualità e all’accoppiamento fini a se stessi bensì, nella stragrande maggioranza dei casi, primariamente alla maternità. Nella vicenda di cui si dibatte, addirittura, non sarebbe una sola donna ad essere affetta da simile depravazione (già caso più unico che raro) ma addirittura quattro.
    Cavoli, un minimo di buon senso, perdio!

  3. Ciao Lector,
    grazie per il benvenuto
    Mi rendo conto che questo tipo di “incidenti” possono succedere e che la caccia alle streghe non e` purtroppo una cosa del ‘400.
    Mi sono stupito della gravita` dell` “incidente” che hai riportato tu.
    Per arrivare ad avere venti bambine a dire la stessa cosa, ad avere i genitori a crederci penso che ce ne voglia.
    Poi, ci saranno volute un minimo di prove, non so, qualche maestra colta in “flagrante”?
    Confermo che, da quello che ne so io delle donne, non ne ho mai vista nessuna che abbia alcun tipo di attrazione sessuale per i bambini, per cui capisco i tuoi dubbi.
    Pero`, se le cose stanno cosi`, e` grave che si sia perfino potuto arrivare ad accusare ben quattro insegnanti ed avere venti bambini/e a dire una cosa non vera.
    Sia che vedi la cosa da un lato che dall` altro, il tutto ha dell` incredibile!

    Gigi

  4. Infatti, a mio modestissimo avviso, è un fatto gravissimo e sta a dimostrare l’assurdità dell’attuale equiparazione sostanziale tra magistratura inquirente e magistratura giudicante. Siccome i pubblici ministeri sostengono categoricamente questo stato di fatto con l’argomentazione che loro opererebbero in ragione della verità e non d’un interesse di parte, allora, in casi come questi, è inconcepibile che il pm prosegua caparbiamente l’azione penale a dispetto della logica e di tutte le evidenze contrarie. Altra cosa sarebbe se il pm riconoscesse di perseguire un interesse partigiano: in tal caso, la sua azione volta a tutelare la propria attività, sempre e comunque, giusta o sbagliata che fosse, anche a discapito della verità, avrebbe una giustificazione per così dire “filosofica” nella normale dialettica processuale.
    Se hai voglia e pazienza di leggerti gli atti del processo, vedrai cose dell’altro mondo: bambini indotti mediante pressione psicologica a raccontare certe cose, presunte “verità” evidentemente distorte, pressione da parte di genitori cerebrolesi, totale assenza di riscontri o di testimonianze, psicologi forensi che sembrano usciti da un cartone animato di Asterix, nessuno in paese – dico ‘nessuno’, in un piccolo paese – che ha mai visto scolaresche di venti e più bambini uscire dalla scuola anche solo per una passegiata e così via.

  5. Ciao Lector,
    purtroppo non ho la possibilita` di leggermi gli atti del processo o altro per cui non posso esprimere alcun giudizio.
    Concordo con te che pero` la storia ha effettivamente dell` incredibile.
    Non so veramente che dire.

    Ciao,
    Gigi

  6. Guarda che trovi tantissimo materiale in Internet, anche resoconti abbastanza completi. Purtroppo, non ho sottomano i link altrimenti te li girerei.
    Ciao a te, grazie per essere intervenuto e alla prossima.

  7. Scusa l’intromissione.
    Credo che per mandare avanti l’indagine preliminare, il PM avesse un minimo di fumus boni juris, cioè concreta parvenza della sostenibilità dell’accusa in giudizio. Altrimenti chiederebbe l’archiviazione. Se in una situazione così delicata la chiedesse con leggerezza potrebbe incorrere in una omissione, sarebbe sospetto di chissà quali collusioni e negligenze e verrebbe divorato dalla opinione pubblica (e il GIP potrebbe respingerla rimettendogli gli atti per la prosecuzione). Dopodichè, credo che il procedimento sia giunto – sia pure per le vie impervie della procedura – alla sua giusta conclusione. Altro discorso riguarda l’eccitazione fomentata dai mezzi d’informazione sulla vicenda, tale per cui il discettatore da bar continuerà a ritenere che le maestre erano responsabili e il giudice si sia – come al solito – sbagliato.
    Ciao (e levo un Prosecco alla tua, non inquinandolo con lo spritz).

    • Ti ringrazio per l’intervento.
      Sono d’accordo su quanto dici in merito all’indagine preliminare, ma ho seguito la vicenda sin dall’inizio (da semplice curioso) e sono rimasto allibito dalle argomentazioni dell’accusa e dei suoi sostenitori, nonché di quelle dei vari sedicenti esperti. In ogni caso – non so se sei pratico di vicende giudiziarie – troppo spesso i nostri pm perseguono le loro tesi con una caparbietà che urta contro qualsiasi evidenza di buon senso. La disse giusta Nordio, nel corso d’un convegno di presentazione a un suo libro, confessando onestamente che, anche quando il sostituto procuratore capisce perfettamente d’aver toppato, difficilmente rinuncia a mesi e mesi di lavoro e di indagini, di spese per intercettazioni, di interrogatori, ammettendo il proprio errore. Il senso del mio discorso, che poi è anche quello di Nordio, è che un simile comportamento s’addice molto più a una magistratura inquirente avente un ruolo ben chiaro “di parte”. I pm, cioé non possono pretendere di godere dei privilegi che gode costituzionalmente un giudice “super partes”, ma poi comportarsi come si comportano in casi come questo.
      M’unisco a te nell’alzata di calice, con un bel “prosit”!.

      P.S. Esemplare dedizione al dovere

      • Fò l’avvocato. Credo di avere una visione abbastanza strutturata ed equilibrata dei meccanismi del sistema giudiziario. A volte l’evidenza del buon senso non coincide con il codice, che è cogente. E a volte (non spesso) P.M. e Giudici toppano. Ho seguito con interesse il Nordio degli anni ’90 (anche presenziando a una sua conferenza), ritenendolo una voce libera e fuori dal coro, fino a quando non ha iniziato a esporre tesi tanto generaliste quanto erronee e fuorvianti. Riprosit

        • “Fò l’avvocato”
          Lo supponevo. 😀
          Premetto che io non lo sono, anche se esercito una professione che mi mette spesso in rapporti con la magistratura come consulente tecnico sia del giudice che delle parti o come ausiliario del giudice.
          Su Nordio non me la sento di condividere la tua opinione, anche se credo che l’uomo, seppur potesse aver nutrito delle sincere speranze riformistiche del sistema, oggi le abbia completamente abbandonate, sconfitto dalle circostanze.

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