L'ULTIMO INQUISITORE (GOYA'S GHOSTS)

trattidicorda

In questo periodo, lo trovate di frequente su Sky. Onestamente non è un gran film, anche se nel complesso si lascia guardare. I costumi sono ben curati, al contrario del montaggio, che zoppica, con sgraditi effetti sulla percezione della trama. I vari personaggi risultano piuttosto piatti e non riescono a coinvolgere più di tanto lo spettatore; soprattutto il pittore-protagonista Goya e la sua nemesi, Lorenzo, l’ultimo inquisitore.

La pellicola contiene tuttavia un consiglio molto chiaro, che ne vale da solo l’intera visione: se siete invitati a una cena e nei pressi del desco v’è un membro del clero di Santa Romana Chiesa, mai e poi mai rifiutarsi di mangiare il maiale arrosto. Il prelato potrebbe convincersi che pratichiate in segreto riti giudaici, cercandone la conferma col sottoporvi al supplizio della ruota. Una confessione così ottenuta non potrà che essere veritiera, in quanto la sua attendibilità fu sancita addirittura da un papa e perciò non dovrà mai essere messa in discussione, neppure di fronte alla confutazione più evidente.

Non abbiate la memoria troppo corta, quando sentite parlare Ratzinger che v’incanta coi suoi toni conciliativi e suadenti. Ricordatelo: il mostro è sempre lì, in agguato, pronto a divorarvi col suo buonismo peloso.

Qui, una critica più autorevole:     

Luci mie traditrici

pubbl. 07-03-2007

Fare un film su Goya nel senso pieno del termine: non un’agiografia riccamente illustrata, ma un lavoro che si nutre delle opere del pittore, elaborandone le suggestioni e le ossessioni (l’arte come riflesso deformante e dettaglio rivelatore della vita, le insondabili alchimie dei piani temporali, l’ombra della morte che si affaccia in pieno sole) per plasmare autonoma materia audiovisiva. Sfida non da poco, quella che affrontano, e in buona parte vincono, Forman e Jean-Claude Carrière. Goya’s Ghosts ha il respiro dell’affresco e la compattezza della miniatura, mescola dramma fosco e ironia sprezzante con mano più che felice (la cena in casa Bilbatua), non cerca di sembrare qualcosa di diverso da quello che è (vale a dire, un sano polpettone d’altri tempi) e si disimpegna con grandiosa sobrietà e classe non comune. Non mancano i cedimenti alla macchietta facile (i Reali di Spagna) e certe insistite simmetrie (i multipli processi) peccano di prevedibilità, ma la regia, così solidamente hitchcockiana (in un gioco di suspence al cubo, lo spettatore è il solo capace di seguire pienamente il filo degli incontri imprevisti che costellano l’opera), regge alla grande, avvince, commuove perfino, in un epilogo di lucida, toccante pazzia. Cast da genuflessione: Javier Bardem sibila inglese con un accento alieno che dà i brividi (auguroni a chi dovrà doppiarlo), Natalie Portman è deliziosa nel suo doppio ruolo (Hitchcock, ancora e sempre), Skarsgård e uno stuolo di azzeccatissimi comprimari li assecondano con gusto impeccabile.

Stefano Selleri

6 thoughts on “L'ULTIMO INQUISITORE (GOYA'S GHOSTS)

  1. Grazie per avermi segnalato la tua recensione, che ho letto subito.

    Secondo me, nel film manca un’analisi nei vari passaggi della personalità di Lorenzo, che si compie in maniera troppo automatica. Anche le varie interpretazioni, spesso, cadono in comicità involontarie, lì dove si vorrebbe invece sottolineare dramma, passione, tormento, dolore, crudeltà, ecc.

    La trama era ghiotta e prodromica d’un possibile capolavoro; il film, a mio modestissimo avviso, non ne è stato all’altezza. E’ un peccato, perché film così “di genere” ne fanno veramente pochi e, quando non riescono bene, ti rimane un po’ d’amaro in bocca.

    Hai perfettamente ragione quando parli del carattere assolutamente fuorviante del titolo, attribuito dal solito asino di distributore italiano.

    Ciao :-))

  2. Anche secondo me è partito come possibile capolavoro e finito come mancato capolavoro.

    Peccato.

    Comunque l’accento di Javier Bardem mi è piaciuto tanto:)

    Io lo capivo.

    Un abbraccio.

    PS:per quanto riguarda le pazzie perpetrate dalla chiesa, rimangono solo fanatiche disumane pazzie che non hanno niente a che vedere con Dio, la religione e tantomeno la spiritualità.

    I messaggi dei profeti, dei santi, dei messia, degli avatara (chiamali come vuoi), purtroppo in tutte le culture, hanno dovuto subire l’ingiuriosa politica delle istituzioni che hanno falsato, abusato, distorto, usato questi messaggi Divini pe arricchirsi di fama, denaro, potere.

    Ma ripeto, questo non c’entra niente con Dio, la religioni e tantomeno con la spiritualità.

    Ha a che fare solo con pazzi scatenati.

    La Bhagavad Gita lo dice che l’ignoranza, porta alla pazzia e queste persone che mischiano il potere, la politica, il denaro con la realizzazione spirituale, ignorano totalmente le basi fondamentali e necessarie per farlo.

    E con questo non mi rivolgo solo alla chiesa cattolica, ma a tutte le istituzioni religiose (anche la mia),che hanno dimostrato bene come fare disastri nei secoli sotto il nome di un loro presunto dio (voluta la minuscola).

    Hare Krishna:)

  3. Ciao Isvari.

    Purtroppo, come ben sai, anche le migliori idee infine poggiano sempre sulle gambe di uomini.

    Beijos… 🙂

  4. OT – ho trovato istruzioni migliori per la faccenda dell’inserimento di video da youtub sul blog. Valgono per ilcannocchiale, spero che valgano anche per splinder:

    “Vai su youtube, cerchi il video, sulla destra c’è la stringa embed, cliccki una volta per selezionarla, ctrl C per copiarla, ritorni sul tuo post, ti posizioni con il cursore dove vuoi inserire il video, poi in basso cliccki su < > ( vista codice sorgente ), incolli la stringa embed nel testo del post, poi cliccki sulla matitina in basso ( modalità progettazione ).

    Fatto.”

    ciaociao

    Medita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.