LIMITE DI RAGIONEVOLEZZA di Ivo Silvestro

Ho riscoperto un post veramente bello sul sito dell’amico Ivo, che propongo qui con l’invito esplicito di andare a visitare il suo blog, sempre pieno di spunti interessanti:

Nel 1941 Albert Einstein partecipò ad un convegno su scienza, filosofia e religione nel loro rapporto con la democrazia. Secondo il grande scienziato, scienza e religione hanno campi (realms) nettamente distinti, tuttavia esistono forti relazioni e, soprattutto, reciproche dipendenze: la religione deve imparare dalla scienza, ma la scienza non vi sarebbe se gli scienziati non fossero mossi da una sorta di sentimento religioso.
Nel corso della sua relazione, il cui testo è stato successivamente pubblicato in Ideas and Opinions ed è disponibile su
Internet Sacred Text Archive, Einstein riassunse il suo pensiero con una immagine:

La scienza senza religione è zoppa e la religione senza scienza è cieca.

Questa affermazione ricalca una celebre frase di Kant nella quale, però, non vi erano scienza e religione bensì sensibilità e intelletto, e quest’ultima era vuota, non semplicemente zoppa.
La posizione di Kant sul rapporto tra religione e scienza era infatti ben diversa da quella di Einstein: la religione viene di fatto “ridotta” alla moralità razionalmente indagata.
Se prendiamo Einstein e Kant come due estremi della riflessione sui rapporti tra fede e ragione, non ci sono dubbi: Joseph Ratzinger è sicuramente più vicino al primo che al secondo.

(CONTINUA QUI)

8 thoughts on “LIMITE DI RAGIONEVOLEZZA di Ivo Silvestro

  1. Uhm… attenzione però.

    Il concetto di “religione” secondo Einstein era MOLTO particolare.

    Per Einstein religione era semplicemente credere che il mondo esistesse.

    Infatti Einstein disse:

    « Io non credo in un Dio personale e non l’ho mai negato, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare. »

    « Io credo nel Dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, NON IN UN DIO CHE SI PREOCCUPA DEL FATO E DELLE AZIONI DEGLI ESSERI UMANI. »

    “L’uomo che è convinto dell’esistenza e della operatività della legge di causalità non può concepire l’idea di un Essere che interferisce con il corso degli eventi. A patto naturalmente che egli prenda l’ipotesi della causalità veramente sul serio.”

    “L’idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente.”

    “La possibilità che un individuo possa sopravvivere alla morte fisica va al di là delle mie capacità di comprensione, e nemmeno posso fare altrimenti. Queste opinioni sono dettate da paura, assurdo egoismo o debolezza d’animo.”

    Einstein era agnostico, il suo concetto di “religione” si riferiva alla “fede” nell’esistenza oggettiva del mondo, che Einstein considerava un presupposto FONDAMENTALE per la scienza, non nell’esistenza di un Dio, in cui Einstein non credeva.

    Il concetto di un mondo realmente e oggettivamente esistente era un’idea che Einstein stesso riconosceva essere “fideistica” in quanto a partire dagli anni ’20 si venne a scoprire che la “realtà” oggettiva non era conoscibile empiricamente (principio di indeterminazione di Heisenberg).

    Nel 1927 venne formulata l’interpretazione di Copenaghen della teoria dei quanti, che induceva una visione probabilistica (ma “praticamente” oggettiva) della realtà. Einstein, pur conscio dell’irrazionalità della sua posizione, non aderì a questa interpretazione, preferendo considerare il mondo come “assolutamente esistente”.

    A questo e a nient’altro si rifà la sua idea di religione e di Dio.

    Eviterei quindi di paragonarlo a Nazzingher aka il papa aka imperatore Palpatine: la struttura logica dietro i due concetti di “fede” e totalmente diversa.

  2. @–>Kendros

    Non so se hai proseguito la lettura del post di Ivo sul suo sito, perché quello che riporto è solo l’incipit.

    Sono perfettamente d’accordo con quello che scrivi, ma il parallelismo del post è più tra Einstein e Kant che tra il primo e Ratzinger.

    Ciao.

  3. Da’ un’occhiata al sito di Ivo Silvestro, dove l’argomento è ben sviluppato e v’è pure una nutrita serie di commenti.

    Ciao, a risentirci.

  4. Sosteniamo il SONDAGGIO di ScuolaOggi votando SI

    SONDAGGIO di ScuolaOggi

    Saresti favorevole a sostituire l’insegnamento della religione cattolica con l’insegnamento della storia delle religioni?

    Votazione aperta (box fondopagina a dx)

    http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=sondlist

    ______________________________________________

    Il giornale/sito web ScuolaOggi per aver proposto il seguente sondaggio:

    “E’ giusto riaprire il dibattito sull’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica?”

    si è ritrovato sommerso da lettere di protesta da parte di insegnanti di religione cattolica e della loro associazione SNADIR che ha mobilitato tutti gli IRC per far votare NO a questo sondaggio.

    Cito testualmente da ScuolaOggi:

    “Si concentrano qui convinzioni religiose (il prevalere di un orientamento di fatto confessionale) e interessi particolari (la difesa esplicita della ragion d’essere dei docenti di religione, del posto di lavoro)…..

    …E così continuiamo ad essere condiscendenti e subalterni alla Chiesa cattolica e al suo ruolo di forte condizionamento sulla politica italiana. Che dire d’altra parte di un centrosinistra che fa a gara con il centrodestra su questo stesso terreno? Ricordiamo che è una legge del 2000, la legge n.62 sulla parità scolastica (centrosinistra al governo), ad aprire la strada ai finanziamenti statali alle scuole private, in maggioranza cattoliche.

    La Costituzione italiana sancisce all’articolo 33 che “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato”.

    Ebbene, una maggioranza parlamentare bipartisan stabilisce che quel “senza oneri per lo Stato” si riferisce al solo atto di istituzione di una scuola, non agli oneri di gestione. (!!!!!!!)

    Silvio Berlusconi e Letizia Moratti non avranno difficoltà a percorrere questa strada, aumentando i contributi alle scuole private.

    Ma bisogna arrivare al ministro Fioroni perché fra i destinatari dei finanziamenti siano incluse, oltre alle scuole dell’infanzia e primarie, anche le scuole private medie e superiori (1).

    Peccato che questo si accompagni, nel corso degli ultimi anni, ad una progressiva contrazione di risorse (riduzione dei finanziamenti, tagli agli organici, ecc.) nella scuola pubblica, statale.

    Insomma, si conferma quanto pensavamo (con il pessimismo della ragione ma realisticamente): i laici in questo paese sono una minoranza.

    Ma questa non è un ragione sufficiente per desistere e abbandonare il campo di battaglia. Sui princìpi – e quello della laicità dello Stato è un principio fondamentale in una democrazia – non si può cedere”.

    __________________

    (1) v. Carla Castellacci, “Scuola in debito di laicità”, Micromega

    Grazie dell’attenzione.

    Vaccinato

  5. @–>Vaccinato

    Ho votato chiaramente sì. Certo che il risultato è deludente (no 61% sì 39%).

    Lasciami il tuo blog, che passo a trovarti.

    Ciao.

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