25 thoughts on “INCHIESTA

  1. ma io mi chiedo: perche’ mai una trasmissione cosi’ idiota conta ogni giorno almeno tre milioni di persone incollate al video con la speranza di veder nascere………… “l’amorehhhh”

    eh?

    Ma non sara’ per caso come la religione? Si combatte la chiesa credendo che sia la causa della fede. Ma io sempre piu’ mi convinco del contrario.

    Ho pero’ buone speranze. io vedo che la gente cresce. La fede sono certo che cambiera’ o sparira’, cosi’ come un certo tipo di share.

    Troppo ottimista? Non credo.

    Io amo la radio.

    ps

    pago un canone rai assolutamente inutile. Saranno mesi che non mi sintonizzo su niente. Una settimana fa ho riprovato ad accendere la tv, il cavo ha fatto un rumore di corto circuito. Mi sono limitato a staccare la spina.

  2. Non lo so… c’è una classifica delle trasmissioni idiote??

    C’è questa senza dubbio tra le prime.

    Ma c’è anche Beautiful, 100 Vetrine, Un posto al sole, e tutte queste disgustose telenovele.

    C’è il grande fratello, e tutti i reality ancora più disgustosi.

    Ci sono i telefilm_sogno_americano_e_anche_un_po’_strappalacrime che sono dannosissimi, credetemi (OC, Dawson’s Creek etc.).

    E c’è Federico Moccia, che da solo ha lobotomizzato più persone degli spettatori di tutto quanto sopra assieme.

    Che quadro desolante.

  3. @–>Herdakat

    Bene. Siamo d’accordo.

    @–>Redhero

    Il tuo parallelismo con la religione fa pensare….

    @–>Kendros

    E’ vero che ci sono molte altre trasmissioni idiote ed inguardabili. Ma quella in questione produce in me un tale disgusto, un ribrezzo così grande, che mi crea l’impulso di distruggere il mezzo televisivo non appena mi capita di sentirne anche solo due battute: è normale?

  4. @–Galatea

    Amici credo sia, più o meno, una gara d’abilità tra dilettanti, se non sbaglio. Non l’ho mai guardata, ma non credo che mi susciterebbe i conati che mi provoca l’altra trasmissione al solo sentirne parlare.

    Ciao, prof 🙂

  5. In realtà, non ho mai visto uomini e donne.

    Però i monologhi di Ghezzi in tarda notte non scherzano neppure loro.

    Lì più che di idiotiza, si dovrebbe parlare di idioletto: l’intello parla in un linguaggio suo, in un mondo suo, con pochissime idee e ben confuse.

    ciao! Eno 🙂

  6. @–>Eno

    Ghezzi lo guardi. Magari non capisci dove voglia andare a parare, spesso lo compatisci, ma lo guardi. Forse è proprio quello che vuole lui, e dunque il movimento diacronico delle immagini rispetto al suono. “Uomini e donne” lo capisci perfettamente ma non riesci a guardarlo: è un affronto estetico, un insulto mediatico, uno stato d’alterazione della coscienza dell’io!

    (P.S. lo so che sparar giudizi senza conoscere è negativo, ma ti assicuro che neanch’io sono mai riuscito a guardare “Uomini e donne”. Ma ci ho provato! giuro che ci ho provato.)

    Ciao Eno :-))

  7. “Ma non sara’ per caso come la religione?”

    “Il tuo parallelismo con la religione fa pensare” … …

    Ed io continuo a chiedermi (anche e soprattutto sociologicamente) a cosa potrebbe far pensare! controllo delle masse?… e i singoli?…

    Non riesco ad immaginare come spieghereste questo parallelismo a uomini come (cerco di prenderne uno di ogni religione) il Dalai lama, Gandhi, Martin Luther king, Dostoevskij, Malcom x, Thomas Merton, san Francesco…

    … dir loro che tutte le loro riflessioni sulla verità, sul senso dell esistenza, la loro profondità di vita, tutto, proprio tutto… finisce in una discarica di “rimbambimento di coscienze” (intendete questo?) pari alla trasmissione… … … “uomini e donne” !!!

    Ma siete sicuri sicuri sicuri sicuri di questo… … … parallelismo?

  8. @–>Brezza37

    La religione non è fatta solo di uomini come il Dalai lama, Gandhi, Martin Luther king, Dostoevskij, Malcom x, Thomas Merton, san Francesco … e aggiungerei anche Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino, Jacques Maritain e … perché no? … Piccolo Zaccheo.

    Ci sono anche Alessandro Borgia, Paul Marcinkus, Tomas de Torquemada, Arnaud Amaury, Leone X, Giulio Raimondo Mazarino, ecc. ecc.

    Non è la religione a rendere migliori gli uomini, bensì il contrario. Da qui l’evidenza che la religione non ha nulla di sovrannaturale, bensì è una mera creazione dell’intelletto umano e sarà buona o cattiva a seconda dell’uso strumentale che ne viene fatto.

    Tuttavia, nel nostro caso, il parallelo con la religione passa per la funzione banalmente consolatoria di certe trasmissioni, che ha la tendenza a sostituirsi a quella che in altro loco è svolta dalle assemblee rituali.

    Ciao 🙂

  9. Eh già… 🙂 …

    so che considerate la religione … una “variabile” che, essendo presente in entrambi i “gruppi D’OSSERVAZIONE” … è evidente che non possa essere considerata come variabile “causale” nel cambiamento di vita delle persone… …

    Ho sempre trovato realistica l’affermazione che “sono gli uomini che fanno la religione” ma…

    … ti aspetterai anche che io potrei testimoniarti (lasciami fare un altro vano tentativo :D) che l’incontro con Cristo e ” l’irruzione dolce” del vangelo nella mia vita ha prodotto profondissimi cambiamenti: non so se una ragazza chiusa, scettica e pessimista (pur se in “serrata ricerca esistenziale”) si sarebbe potuta aprire, come è accaduto a me, così tanto alla…Esistenza, alla vita, alle persone, alla Speranza, avendo incontrato un senso esistenziale senza il quale… …

    (beh però ammetto che sono ancora in fase di “lavori in corso”) …

    Forse ti potresti aspettare anche che ti racconterebbero una cosa simile un Paolo di tarso, un Agostino, un Francesco d’Assisi, forse tutti quelli che hai messo nel “primo gruppo”…

    Allora gli esponenti del secondo gruppo??? ???

    …forse sarebbero stati peggiori? (come dico sempre al papà che critica tutto), forse esiste la tiepidezza e l’incoerenza (altre variabili) pur in presenza della “variabile” fede? forse ognuno c’ha un “lavori in corso” nella propria vita di fede che dipende molto dalla “variabile individuo” (libero arbitrio) oltre alla cosiddetta grazia (intervento di Dio)? forse quindi in gran parte… … hai ragione tu??? :-)))

    un abbraccio,

    con affetto!

    Brezza 🙂

  10. Ciao Brezza. Se nella religione, trovata o ricercata, vissuta e testimoniata, ti senti migliore…ben venga.

    Quella religiosa è una dimensione assolutamente personale.

    Il problema sorge quando un credo religioso (ma anche no) si radicalizza a tal punto da voler andare oltre la semplice testimonianza di fede (come quella resa da te), trasformandosi in feroce supporto di chi pretende attraverso esso di manipolare e controllare il prossimo.

    Ti ringrazio e ricambio con altrettanto affetto i tuoi saluti. 🙂

  11. mmm… mi sa che, vista la media dell’idiozia televisiva, per far prima bisognerà capovolgere l’inchiesta: che trasmissione non è idiota nella tv italiana?

  12. Certo, Report è un esempio. A parte eventi eccezionali come possono essere le apparizioni, che ne so, di Marco Paolini o di un Benigni dantesco in tv, di programmi seriali che non offendano lo spettatore ce ne sono davvero pochi. A me non dispiace “Le storie”, quella mezzoretta di Augias su rai3 dalle 1245 alle 1315, quando posso vederlo, un oasi di pacatezza ed educazione nel mare della volgarità generale. Ciao!

    s|a

  13. Concordo senza riserve. Ho da poco terminato di leggere “I misteri di Roma” di Augias e vi ho ritrovato la stessa atmosfera molto “english”, la stessa signorilità e pacatezza delle sue trasmissioni. Un libro delizioso.

    Ciao 🙂

  14. Io sono andata via da casa dei miei genitori appena ho compiuto 18 anni e da allora non so cosa sia la televisione; mai più ne ho avuta una, mai più ne ho sbirciate altre…..per me non esiste e non so di cosa parlate.

    PS: tirando le somme sono 24 anni che non mi associo con quel succhiacervello….però!

    Che ne dite se mi propongo per il libro dei guiness?…:)

  15. La TV in sè è solo uno strumento; come tale, né buona e né cattiva. Dipende dall’uso che ne facciamo. Oggi mi pare venga usata molto, molto male.

    Ciao Isvari.

  16. Si quello che dici è vero, verissimo.

    Vorrei però chiederti quale sarebbe l’uso buono che ne fanno…….che al momento, mi sfugge.

  17. Al momento, molto poco, infatti.

    Ma la televisione potrebbe essere uno strumento formidabile per fornire tutta una serie di validi supporti d’informazione, di cultura, di studio, di lavoro che invece oggi trovano pochissimo spazio, a tutto vantaggio della banalità e del cattivo gusto dominanti. Invece di migliorare la capacità critica del pubblico, il servizio televisivo ne incentiva il sistematico appiattimento verso il basso.

  18. Caro Lector

    in realtà TUTTO potrebbe essere ====uno strumento formidabile per fornire tutta una serie di validi supporti d’informazione, di cultura, di studio, di lavoro====

    anche la politica, i libri, le riviste, la scienza, le istituzioni religiose, le scuole, il cinema, il teatro…….ma

    ====che invece oggi trovano pochissimo spazio, a tutto vantaggio della banalità e del cattivo gusto dominanti. Invece di migliorare la capacità critica del pubblico, il servizio televisivo _(e tutto il resto)_ ne incentiva il sistematico appiattimento verso il basso.======

    Sono d’accordo:)

  19. @–>Isvari

    in realtà TUTTO potrebbe essere ====uno strumento formidabile per fornire tutta una serie di validi supporti d’informazione, di cultura, di studio, di lavoro====

    La televisione, in particolare, per la sua proprietà d’unire in tempo reale e in un unico le immagini, il testo, la musica, la partecipazione e la discussione, con un risultato precluso agli altri pur validi strumenti da te citati.

    Pensa per esempio a una televisione che ti permettesse di ascoltare una poesia di Rabíndranáth Thákhur, inserendola in un contesto visivo adeguato, richiamando dati storici, antropologici, religiosi, ecc., quanto potrebbe fare per l’elevazione culturale d’un popolo, invece che fornirgli il solito “panem et circenses”! Ieri al telegiornale ho visto la scena dei due fratellini estratti dal pozzo: la gente, al passaggio delle bare, applaudiva! Cos’è, forse ringraziavano per lo spettacolo loro offerto o perché c’era la televisione? Mah… 🙁

    Good night, darling!

  20. A parte questa usanza dell’applauso (poi ce la spiegano), in questo caso era sicuramente un ringraziamento per lo spettacolo “forte” offerto:(

  21. Hai ragione, Isvari. Come tanti idioti minus habens , ci hanno abituati ad applaudire a tutto quello che ci viene presentato. Non siamo neppure più in grado di comprendere quando è il momento di tacere…clap.. clap…clap.. 🙁

  22. per Isvari:

    è una consuetudine ormai anche ai funerali: la gente applaude. Ed allontana così l’unico accompagnamento degno di quel momento, il silenzio. Ma non è più ammesso un secondo di silenzio nella società dello spettacolo.

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