IL SILMARILLION, J.R.R. Tolkien

Melkor and Ungoliantë

Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Iluvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, I Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli: ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.

 

E’ l’incipit della fantastica mitologia della Terra di Mezzo, il preludio di quello che sarà poi il “Signore degli Anelli”. Tolkien fonde antichi miti greci e latini, finnici, norvegesi, sassoni, celtici, appropriandosi di concetti e immagini, personaggi e storie, contesti e leggende, risolvendoli in una sua teogonia originale e affascinante.

 

Il Silmarillion è composto di cinque parti, come una sorta di Pentateuco:

1)      Ainulindale, “La musica degli Ainur”

2)      Valaquenta, “Il novero dei Valar”

3)      Quenta Silmarillion, “La storia dei Silmaril”

4)      Akallabeth, “La caduta di Numenor”

5)      Gli Anelli di Potere e la Terza Età 

 

Vi sono narrate le vicende della Prima Era, alla quale si richiameranno di continuo, in chiave interpretativa, le situazioni dei racconti successivi.

 

Il Silmarillion non ha svolgimento organico e non si sviluppa né con i toni del romanzo né in quelli della favola. E’ un insieme di scritti, collazionati dopo la morte dell’autore da suo figlio Christpher, che dovevano servire come base per le opere susseguenti.  

Va notato come Tolkien, cattolico, evitò cautamente di creare conflitti tra i suoi miti e la cosmologia biblica. Altro aspetto interessante è che solo in pochissimi casi la fisica della Terra di Mezzo e dei mondi di Tolkien si pone in netto contrasto con quella newtoniana: le forze magiche ci sono, ma operano in confini molto ristretti.

 

Nonostante l’apparente disorganizzazione delle parti, è il risultato finale a sorprendere per coerenza e organicità, costituendo il preludio necessario per avvicinarsi e comprendere l’opera di Tolkien.

2 thoughts on “IL SILMARILLION, J.R.R. Tolkien

  1. Guarda guarda… sento quasi odor di Fantasy.

    C’e` poco da aggiungere su cio` che e` assolutamente capolavoro.

    Mi fa piacere constatare che abbiamo un’altra passione in comune (ho letto tutto cio` che tolkien ha scritto, in molti casi 2 o 3 volte, il Signore degli anelli 5 e presto faranno 6 visto che e` uscito I Figli di Hurin, dopo aver letto il quale dicono che tutto il resto sia molto piu` interessante).

    A presto.

  2. Ciao Kendros.

    Fa molto piacere anche a me condividere un’esperienza esaltante come quella di Tolkien. Nei paesi di lingua anglosassone ha una dignità letteraria pari al nostro Manzoni. Quando ti avvicini alle sue opere e ne percepisci tutta la complessità, capisci il perché. Ma, cosa vuoi, da noi prevale ancora l’approccio minimale per cui si discredita un capolavoro pregiudizialmente, in relazione al genere (apparente) d’appartenenza. :-))

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