IL PAPA A CHILOMETRO ZERO di Fabristol

by Fabristol

Ci tocca fare le parti degli orchi di nuovo, ancora una volta per l’ennesima volta. Se loro sono per la vita noi siamo contro la vita, se loro sono per la pace noi siamo per la guerra, ora loro sono per la salvezza della Terra, noi automaticamente siamo per la sua distruzione. Ma ci tocca fare le parti del diavolo, facciamo parte dell’economia del creato, non possiamo tirarci indietro.
La pubblicazione dell’enciclica Laudato Si pone le basi per una sacra alleanza tra le due più grandi e influenti religioni del nostro tempo: il cattolicesimo e l’ambientalismo. Trattasi di atto politico, ovvero un tentativo di evangelizzazione di quella parte della popolazione secolarizzata occidentale più facilmente abbindolabile dal papa pop che strizza l’occhio un po’ a tutti. Gli ambientalisti infatti rappresentano un gruppo incredibilmente vicino alle posizioni cattoliche: credono ad un Eden perduto, credono all’immutabilità della Natura (con la N maiuscola perché si tratta di dea da rispettare) e quindi ad un Universo immutato fin dall’atto della Creazione, credono che tutti i mali del mondo derivino dalla malvagità umana e che il rispetto di alcuni rituali giornalieri purifichi il mondo e se stessi. Il riciclo, l’utilizzo di prodotti a chilometro zero, il biologico, l’OGM-free sono atti purificatori tanto quanto le confessioni, le preghiere, i giubilei. La carbon tax? E’ come le indulgenze medievali. Se paghi la Chiesa raggiungi il paradiso, se paghi lo Stato la CO2 scompare. Ma il popolo dei fessi ha anche altre preoccupazioni. Le multinazionali, il consumismo, la disparità di ricchezze nel mondo, il terzomondismo. Tutti sintomi di una malattia ben più grave: il liberismo selvaggio. Il liberismo è come il diavolo, è dappertutto, produce tutti i mali del mondo ma non lo si può vedere, ché manco un esorcista sarebbe in grado di tirarlo fuori dal corpo di un indemoniato. Ci devi credere e basta. E allora mi pare di essere tornato al passato quando i pochi illuminati che spiegavano che gli indemoniati altro non erano che epilettici venivano derisi o peggio definiti eretici. Così come non si potevano contestare i dogmi della chiesa così oggi non si possono contestare i dogmi del chilometro zero, del biologico, dell’OGM-free. Tutti dogmi connessi al fair trade e alla mancata ridistribuzione della ricchezza sul pianeta, causata dai soliti sporchi capitalisti in giacca e cravatta. Vi ricorda qualcosa? Da Marx passando per Lenin e Che Guevara, da San Francesco e Padre Pio a Papa Francesco I. Infatti questi nuovi adepti di una religione, secolarizzata certo, ma identica nella mentalità e nella superstizione a tutte le altre che l’umanità ha già visto sono per lo più di sinistra. Un terreno di evangelizzazione che la Chiesa ha recentemente perso. Molti sono ex comunisti alla ricerca di una nuova chiesa che li accolga. I numeri parlano chiaro: gli ex comunisti stanno diventando tutti cattolici. Ieri chiedevano di impiccare i preti, oggi sono adoranti in ginocchio a Piazza San Pietro. Insomma Bergoglio (o BerGrillo come su internet lo stanno già chiamando) ci ha visto giusto. Questa enciclica è un investimento che porterà i suoi frutti su lungo termine ma non con un rischioso cambiamento del cattolicesimo stesso. Introdurre elementi di un’altra religione nel proprio seno non è cosa nuova per la Chiesa Cattolica che ha fatto della propria capacità di adattarsi ai tempi la chiave del suo successo. Qualcuno ha già parlato pure di neo paganesimo, fusione tra cattolicesimo e ambientalismo. Se è così questo Leviatano antico di 2000 anni sopravvivrà pure al secolarismo dei nostri tempi e ci tormenterà per i prossimi 2000 a venire. Niente più roghi per eresia ma per inquinamento. Cambia la religione ma i preti sono sempre gli stessi.

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