IL NONNO BUONO

pipaEro in quel di Roma, poco meno d’una ventina d’anni fa. Incontro di lavoro, un misto d’imprenditori, un paio di deputati, molti porta borse, tanti consulenti. Durante un break, vado al bar per un caffè con uno di loro. Sulla tivù del locale scorrono le immagini del  volto d’un notissimo politico, a quel  tempo scomparso  da appena pochi anni.
Il mio accompagnatore guarda il video per qualche secondo e poi mi rivolge d’improvviso la parola: “Lo vede quello?” Annuisco. “Eravamo oramai alla fine della guerra. S’era catturato un disgraziato d’un fascista, un repubblichino d’appena diciassette anni; una faccia da bambino che faceva impressione.  Lo tenevamo chiuso in una stanza al buio, mentre noi si discuteva nel salone. L’ordine era quello di giustiziarlo, ma nessuno ne aveva il coraggio, con quel volto imberbe e lacrimoso che pareva appena uscito da sotto le gonne della mamma. Improvvisamente entrò lui nella stanza e ci chiese se l’avevamo fatto. Capì immediatamente tutto dalle nostre facce. Cominciò a sbraitare come un ossesso, chiamandoci codardi, traditori, vigliacchi. Quasi staccò la mano d’un compagno per prendergli la Luger, andò di là e pum … pum. Udimmo due colpi secchi. Uscì, gettò la pistola sul tavolo e se ne andò com’era venuto”.
Il nonno buono. 

 

6 thoughts on “IL NONNO BUONO

  1. sarà successo sicuramente, non ho dubbi, ma mi sono rotta le palle di questi messaggi/racconti/aneddoti senza nomi….voglio i nomi di queste persone altrimenti il messaggio rimane nullo!

  2. @–>Simona
    E’ un racconto “de relato”.
    Figurati se rischio una denuncia penale per diffamazione per qualcosa che non so neppure se sia realmente successa.
    L’unica cosa che posso confermare con certezza è che me l’hanno effettivamente raccontata e che la fonte pareva attendibile.

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