FERIAE AUGUSTI

Appunti

(Pubblicato da malvino)
Il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo ci offre una eloquente visione assonometrica della costruzione logica nella quale vivono i cattolici, dandoci modo di comprendere a quali bisogni doveva rispondere l’edificio e con quali strumenti
si è provveduto a erigerlo. Per delicatezza, sarà il caso di non soffermarci sulla qualità del materiale.
Ovviamente i vangeli non fanno alcun cenno al fatto che, terminato il corso della vita terrena, Maria sia stata assunta in cielo, ma, se è per questo, non fanno alcun cenno, se non assai labile, neppure a quanto sta nella sostanza degli altri nove dogmi cattolici. Il fatto è che un dogma tira l’altro ed è già tanto che la proclamazione degli ultimi tre o quattro non abbia causato le carneficine che furono necessarie a imporre l’indiscutibilità dei primi sei o sette. Di fatto, quattro dogmi su dieci riguardano Maria e nel dichiarare indiscutibili le «verità» che essi enunciano c’è un evidente affanno di argomentazione.
Se, infatti, Gesù è figlio di Dio ed è consustanziale al Padre (Nicea, 325), ed è quindi vero Dio, ma pure vero uomo (Calcedonia, 451), occorre che sua madre sia anche madre di Dio (Efeso, 431). Diventa opportuno, allora, che sia stata vergine prima,
durante e dopo il parto (Costantinopoli II, 553), ma soprattutto diventa indispensabile che sia stata concepita immacolata del peccato originario (Ineffabilis Deus, 1854) e che il suo corpo non abbia subìto la corruzione della morte: assunta in cielo, dunque, necessariamente (Munificentissimus Deus, 1950).
Come per ogni dogma, anche qui dovrebbe trovarsi fondamento nella Scrittura. Mai come in questo caso, invece, la tradizione che vuole Maria assunta in cielo è in palese
contraddizione coi vangeli, almeno sul piano razionale. C’è bisogno di un sì di Maria, infatti, perché si compia in lei la volontà di Dio: se non ce ne fosse bisogno, non avrebbe senso inviare un angelo a chiederglielo, perché quel che ha da compiersi si compierebbe in lei dando per scontato il suo assenso. È evidente, dunque, che spetta a Maria decidere se il disegno divino possa compiersi in lei e qui decidere significa scegliere tra un sì e un no. C’è da supporre che questa scelta sia libera e che il no sia scartato per volontà di Maria, che infatti all’angelo dichiara la sua disponibilità al disegno divino: «Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto», secondo Luca («Ecco la serva del Signore davanti a lui. Avvenga di me secondo la tua parola», secondo Giacomo).
E qui sorge il problema: se c’è bisogno del suo sì, è evidente che Maria avrebbe anche potuto dire no.
Concepita senza peccato originario, dunque, nella certezza che avrebbe detto sì?
La sua disponibilità al disegno divino perderebbe il valore di libera scelta.
Diventa immacolata del peccato originario, dunque, nel momento in cui dà il suo assenso? Dunque non sarebbe stata concepita immacolata? È evidente che solo un dogma poteva chiudere la questione.
[…]
Andando ancora un po’ a ritroso, perché c’è bisogno che Maria sia stata concepita monda del peccato originario? Perché deve mettere al mondo il figlio di Dio, che è Dio stesso.
Senza il dogma della Trinità (Costantinopoli I, 381) non sarebbe stato necessario, ma c’era bisogno che Cristo fosse egli stesso Dio, per tagliare i ponti con la tradizione ebraica: Cristo non è un profeta qualsiasi, ma il Messia, il Dio vivente. Il mandato apostolico, dunque, non è un’invenzione dell’ennesima setta partorita dall’ebraismo, ma è parola di Dio stesso: se Cristo è Dio stesso, la fondazione del primato petrino non è cosa umana, ma divina. Non c’è altra Chiesa del Dio Vivente che quella guidata da Pietro: tutte le altre sono eretiche.
[…]
Poi, dovendo fissare una data per festeggiare l’Assunzione, ci si impossessa dell’ultima che è rimasta troppo a lungo «laica»: Feriae Augusti. «Date a Cesare quel che è di Cesare», per modo di dire.

7 thoughts on “FERIAE AUGUSTI

  1. Non avevo mai pensato al fatto che Maria, poteva dire di no. Ma dopo tutto i vangeli non fanno altro che raccontare una favola costruita su profezie estrapolate a caso dal vecchio testamento. “E Gesù fece così..bla bla… affinchè si adempiesse la profezia di … bla bla”. Stessa storia per la crocifissione: e se non lo avessero ucciso? Come avrebbe fatto l’onnipotente dio a realizzare il suo – sanguinario – disegno di salvezza?

    Ma io dico pensiamo solo a questo:
    un figlio (Gesù che è anche dio) che ingravida la madre ed è figlio di se stesso…
    Che grossa stronzata il cristianesimo.

  2. Ma la cosa più intrigante è che, di tutto questo, non v’è assolutamente traccia nei vangeli. La storia riportata nei vangeli (sinottici, c.d. di Giovanni e apocrifi), vera o falsa che sia, si riferisce semplicemente e chiaramente a un patriota o a un profeta ebreo che predicava agli ebrei in maniera del tutto conforme all’ebraismo tradizionale. Come si sia potuto trasformare in una divinità di tipo ellenistico, rimane a mio avviso un vero mistero.
    In ogni caso, credo che la forza del cristianesimo primitivo sia stata la solidarietà della comunità originaria, della quale tutti potevano far parte, nei confronti dei propri membri. Se stai morendo di fame, se hai una malattia grave, se hai bisogno di aiuto, spesso e volentieri venderesti l’anima al diavolo in cambio d’una mano. A mio avviso, le prime comunità cristiane erano organizzate scientificamente per fornire questo tipo d’aiuto di natura materiale. Con quella scusa, venivi attirato nel loro seno e non ne uscivi più.
    Secondo me, rispetto alle altre religioni contemporanee che al tempo andavano per la maggiore (il culto di Iside, quello di Mitra) è stata questa la genialata vincente.

  3. @–>Gigi
    Il libero arbitrio è un espediente cattolico per cercare di superare le antinomie della predestinazione (che, per inciso, hanno peraltro causato lo scisma della protesta luterana), inevitabili se costruiamo per definizione un dio onnisciente e onnipotente.
    Per farti un esempio, è come sui film tipo “Thor” o “Scontro di titani”, dove gli dei dovrebbero essere immortali, ma possono comunque morire per ragioni legate alla trama.
    Sono cose che non hanno nulla a che fare col mondo reale.

  4. @ Gigi.

    Il cristianesimo cattolico ha bisogno del libero arbitrio affinchè possa parlare di colpa e virtù, punizione e castigo. Tuttavia questa pretesa di libertà è contraddetta dai vangeli, poichè nel momento in cui viene costruita una storia su delle profezie, il destino è già segnato da dio stesso: il mondo non fa altro che recitare il film inventato da dio.
    Quanto alla domanda:

    “Se il libero arbitrio c` e`, in un mondo che e` regolato da leggi fisiche, da dove viene?”

    Nel mondo macroscopico possono valere leggi fisiche, considerando “legge” qualcosa di deterministico e infallibile. Ma nel mondo subatomico non esiste alcuna legge che permetta di prevedere il comportamento delle particelle con assoluta certezza: esiste solo una certa probabilità. La fisica quantistica rende la materia essenzialmente libera. Ma anche noi? Domanda per la quale non ho risposta al momento.

  5. @Lector
    Allora..
    La mia era una risposta generale non legata strettamente alla questione cattolica.
    volevo dire che sul discorso del libero arbitrio ci sono dietro secoli di dibattiti filosofici irrisolti

    @Deicida
    Si, anche io pensavo all` indeterminismo di Heisenberg, etc.
    Effettivamente, messe cosi` le cose si sarebbe portati a pensare che non possa esistere, nemmeno in principio, una serie di legge che possano determinare on maniera univoca il futuro per un periodo indefinito.

    Gigi

  6. @–>Gigi
    Non ho mai reputato la questione del libero arbitrio degna di nota, al di là del discorso religioso e del rapporto immaginario tra uomo e divinità. Forse perché, nel mondo reale, ho sempre dato per acquisito il principio di indeterminazione di Heisenberg.

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