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Banda-bassotti

VENEZIA – Magistrati delle Acque a libro paga, politici con conti nei paradisi fiscali dietro l’angolo, fondi neri per accelerare lo sblocco dei finanziamenti per il Mose. Ce n’è per tutti nelle carte dell’ordinanza che ha portato agli arresti eccellenti per i lavori del Mose. Si parte dai «vecchi» nomi coinvolti nell’inchiesta, il filone precedente che aveva portato all’arresto di Piergiorgio Baita e Giovanni Mazzacurati. Nella nuova inchiesta ci sono infatti anche i «pentiti» Baita, Buson, Mazzacurati, Minutillo, Savioli e Voltazza. Tra gli indagati anche l’ex segretario della Sanità Giancarlo Ruscitti, l’ex consigliere di Tremonti Marco Mario Milanese, Duccio Astaldi. Dalle carte si scopre che Mazzacurati e Sutto nel 2010 avrebbero consegnano di persona 50 mila euro al sindaco Orsoni, per finanziare illecitamente la campagna elettorale. Nel 2010 la campagna elettorale del sindaco di Venezia arrestato nell’inchiesta, sarebbe stata finanziata in tutto con 500mila euro ottenuti in modo illecito.

Il capitolo delle campagne elettorali finanziate illecitamente è ricchissimo. Duecentomila euro sarebbero stati dati alla parlamentare europea uscente Lia Sartori. Mezzo milione di finanziamenti illeciti alle campagne elettorali sarebbero stati dati a Giampietro Marchese. Poi c’è la corruzione: il funzionario regionale Giuseppe Fasiol sarebbe stato fatto collaudatore del Mose in cambio dei via libera ai progetti della Mantovani. Vittorio Giuseppone, magistrato della Corte dei Conti di Roma, sarebbe stato corrotto per ammorbidire i controlli del Mose. Poi le date precise, frutto di indagini e appostamenti: la consegna, nel 2011, all’hotel Laguna Palace di Mestre da parte di Baita di 250 mila euro all’assessore Chisso. Nel 2005 50 mila euro sarebbero stati versati in un conto dell’ex governatore Giancarlo Galan aperto a San Marino. Sempre nel 2005 l’ex segretaria di Galan, Claudia Minutillo, avrebbe consegnato 200 mila euro a Galan all’hotel Santa Chiara di Venezia.

Poi la «bomba»: la Mantovani avrebbe pagato i lavori di restauro della villa di Galan a Cinto Euganeo per oltre un milione di euro. Non solo: Galan e Chisso sarebbero diventati soci occulti della Adria Infrastrutture per poter partecipare agli utili della società. Lo stesso Chisso sarebbe stato «stipendiato» per dare i nulla osta regionali al Mose con 200/250 mila euro l’anno per oltre dieci anni. E Galan a sua volta avrebbe riceuto tramite Chisso un milione di euro all’anno dal Consorzio Venezia Nuova per dare il nulla osta al Mose. Quanto alla corruzione, Mazzacurati avrebbe consegnato mezzo milione di euro a Milanese, consigliere di Tremonti, per avere fondi Cipe per il Mose, mentre i due presidenti del Magistrato alle Acque, Cuccioletta e Piva, sarebbero stati a libro paga del Consorzio con 400 mila euro l’anno per non ostacolare il Mose.

(di Alberto Zorzi Davide Tamiello dal Corriere del Veneto)

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