6 thoughts on “DUEMILIONI DI BUONUSCITA

  1. Altro che scemo! I suoi conti, se li sa fare più che bene, alla faccia dei cassintegrati, dei contratti a termine, dei disoccupati e dei sottocupati che "adopera" – peraltro gratis – nei suoi programmi e che credono nella sua buona fede, solo perché ha trovato un filone che gli rende bene (l'antiberlusconismo ad oltranza).

  2. "Altro che scemo! I suoi conti, se li sa fare più che bene, alla faccia dei cassintegrati, dei contratti a termine, dei disoccupati e dei sottocupati che "adopera" – peraltro gratis – nei suoi programmi e che credono nella sua buona fede, solo perché ha trovato un filone che gli rende bene (l'antiberlusconismo ad oltranza)."

    Hai proprio ragione l'antiberlusconismo rende bene eccome!

  3. Ciao, Fabri.
    Io non sono certo a favore di Berlusconi, ma certi atteggiamenti mi lasciano molto sospettoso. Soprattutto quando permettono a chi li pone in atto di guadagnare cifre come quelle. Mi ricordano quei sindacalisti di quando lavoravo in banca, tanti anni fa, che rompevano i coglioni alla direzione fingendo di combattere per i nostri diritti fin tanto che non riuscivano ad ottenere una promozione a funzionario e poi ci mollavano per il nuovo prestigioso incarico, lasciandoci nella merda  …. con il loro bel malloppo.
    Da allora ho imparato ad essere piuttosto diffidente.

  4. @—->Fabri
    Ai miei tempi, c'erano Venditti e De Gregori che frequentavano abitualmente i vari Festival dell'Unità, cantando canti di protesta e d'incitamento alla rivoluzione, contro il capitalismo e la società. A un certo punto, i ragazzi si accorsero che, mentre loro continuavano ad avere i problemi di sempre, Venditti e De Gregori s'erano fatti i villoni, le fuoriserie, lo yacht, le seconde, terze e quarte case, e così via, e iniziarono a fischiarli sistematicamente ad ogni apparizione, tanto che i due dovettero smettere di fare quel tipo di concerto.
    In ogni epoca, c'è un furbacchione che approfitta dei problemi veri e concreti  degli altri per risolvere i propri: è il principio su cui si reggono le istituzioni religiose.
    Un abbraccio.

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