DOV’E’ CHE LEGGETE “DIO”, VOI?

Simulazione di un evento in un acceleratore di particelle che dovrebbe generare un bosone di Higgs

File:CMS Higgs-event.jpg

L’ipotesi innovatrice di Higgs[2] fu formulata indipendentemente anche da Robert Brout e François Englert dell’Université Libre de Bruxelles[3] e da G. S. Guralnik, Carl Richard Hagen e T. W. B. Kibble dell’Imperial College[4][5], ed era quella di dare massa ad un bosone vettore (detto anche bosone di gauge) mediante l’accoppiamento con un campo scalare, poi denominato campo di Higgs. L’importanza fondamentale degli articoli originali di tutti questi autori per la formulazione del meccanismo di Higgs (il nome fu proposto da Gerardus ‘t Hooft nel 1971) fu ufficialmente riconosciuta in occasione della celebrazione per il 50º anniversario della rivista Physical Review Letters[6], e per tale motivo esso è talvolta citato come Meccanismo di Brout–Englert–Higgs o Meccanismo di Englert-Brout-Higgs-Guralnik-Hagen-Kibble.

Il risultato del meccanismo di Higgs è stato ottenuto nel contesto di un modello di rottura spontanea di simmetria del tipo proposto da Yoichiro Nambu[7] ed altri al fine di spiegare l’interazione forte.

Modelli di questo genere sono stati anche ispirati dai lavori sulla fisica della materia condensata, specialmente di Lev Davidovič Landau e Vitaly Ginzburg, e dalla proposta di Philip Anderson che la superconduttività potesse essere importante nella fisica relativistica; vennero inoltre anticipati da precedenti ricerche del fisico svizzero Ernst Stueckelberg già nel 1938.[8]

Il meccanismo di Higgs è stato incorporato nel modello standard, in una descrizione della forza debole come teoria di gauge, indipendentemente da Steven Weinberg e Abdus Salam nel 1967; in tale contesto esso si riferisce specificamente all’assunzione di massa dei bosoni vettori elettrodeboli W e Z.

L’idea generale di un campo scalare ubiquitario responsabile di rottura di simmetria è stata anche utilizzata nell’ambito dell’interazione di Yukawa, al fine di giustificare la massa dei fermioni (vedere alla voce Campo di Higgs).

Il modello standard prevede uno stato di eccitazione massiva quantica del campo di Higgs, chiamato bosone di Higgs, la cui massa non è prevista dal modello e la cui rilevazione sperimentale è considerata l’obiettivo principe di conferma della teoria.

L’annuncio dell’osservazione di una particella con caratteristiche compatibili a quelle del bosone di Higgs è stato dato dagli scienziati del CERN il 4 luglio 2012 a seguito degli esperimenti condotti nell’acceleratore LHC.[9]

(Preso in prestito da Wikipedia)

7 thoughts on “DOV’E’ CHE LEGGETE “DIO”, VOI?

  1. Io leggo solo “Universo”; penso che solo uno sprovveduto bigotto senza un minimo di intelligenza possa continuare a sostenere ancora un disegno dietro l’esistenza della realtà.
    Solo un dio idiota avrebbe perso tempo a creare bosoni, elettroni, protoni, neutroni, mentre avrebbe potuto creare il tutto con semplice schiocco di dita. La straordinaria complessità permea ovunque la realtà è la prova più grande che non esistono mastri burattinai cosmici, ma solo una natura tutta da indagare e scoprire.
    Ammetto che so poco e nulla di fisica, ma la scoperta è stata sensazionale e posso solo immaginare quale emozione abbia provato il fisico che la teorizzò decenni or sono. Queste sono le cose che rendono grande l’uomo.
    Altro che Ratzinger e la sua setta malefica e perniciosa.

    Un abbraccio.

  2. Caro Gigi, come ben spiegato in un bel post di Dei, la religione è la credenza che un dio abbia creato un universo con circa 13,75 miliardi di anni luce di estensione, con oltre 200 miliardi di galassie, ciascuna di esse contenente circa 200 miliardi di stelle, solo perché tale divinità potesse avere un rapporto personale con te, preoccupandosi addirittura di cosa fai nella tua vita sessuale.
    Pensaci.

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