DALLA DIFESA DELLA SVASTICA A QUELLA DEL CROCIFISSO

dalai lama
"Incontriamo così lungo la storia del Tibet, le guerre assurde combattute dai monaci, le loro superstizioni, le violenze, la tortura “Ling chi” – la morte dei mille tagli (i tagli sono tutti piccoli, ma alla fine la persona muore) – decretata ai reciproci oppositori politici, le trame regali, i colpi di stato, gli intrighi, la spontanea sottomissione per secoli alla Mongolia e poi alla Cina pur di conservare il potere dei monasteri sulle popolazioni tibetane. E soprattutto il rifiuto di avvicinarsi a una modernità democratica." [L’Occidentale]

3 thoughts on “DALLA DIFESA DELLA SVASTICA A QUELLA DEL CROCIFISSO

  1. … senza contare che il Tibet pre-invasione aveva tre caste, in ordine:
    I monacici;
    i nobili;
    gli schiavi !!
    Questi ultimi, volenti o nolenti, approvvigionavano i monaci di bambini per essere adibiti a colf, giardinieri e sollazzi vari!!

    Che schifo!!!

  2. concordo appieno…mentre i navajos non ne vollero sapere nulla delle spedizioni alla ricerca degli "ariani", anzi tolsero le rune dai loro simboli per non creare equivoci; nel 1938, mi pare, ci fu un super gemellaggio tra i nazisti e la casta dei nobili  tibetani…il resto ce lo ha ottimamente spiegato kefos.

    quando si considerano i tibetani vittima di mao zedong, bisognerebbe un attimo analizzare quanto non fossero più vittima delle loro caste, a mio parere

    d’altronde cosa ci si poteva aspettare dal dalai lama? almeno però si sveglieranno  tanti fautori della bontà del lamaismo tibetano fra i laici (e questo non l’ho mai capito); a me anche il buddhismo stesso non convince, è più religione che filosofia, poichè parte da presupposti  non argomentati e razionalmente errati, quali la reincarnazione (…se io non ho coscienza della mia individualità nella vita successiva,una vita precedente come posso dire di averla vissuta? logica interna fallacissima) o imponendo precetti, seppur alcuni condivisibili, mai discutibili a priori,come  l’augusto ottuplice sentiero e varie ed eventuali (ma almeno si fanno gli affari loro e non incidono sul sociale, credo…ma non sono addentro a queste cose)…ma quello lamaista tibetano è oppressione sociale e umana punto e mi sta proprio antipatico.

    ma perchè non se lo accola ratzingher a questo punt il dalai lama? almeno lasciamo respirare richard gere

    un caro saluto a lector e kefos

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