ANDRE' MARION e ANNE-LAURE COURAGE: LA SACRA SINDONE (Neri Pozza Editore, Vicenza 1998)

P.S. DOPO AVER LETTO IL NUMERO DI APRILE 2010 DI MICROMEGA, HO APPRESO D'AVER ELABORATO LE MIE SUPPOSIZIONI BASANDOMI SU ALCUNE IPOTESI CHE ASSUMEVO PER VERE MENTRE ERANO  COMPLETAMENTE FALSE ED ARTATAMENTE DIFFUSE DAI FAUTORI DELL'AUTENTICITA' DEL LENZUOLO ALL'UNICO SCOPO D'AVALLARE LE PROPRIE TESI. CIO' DIMOSTRA CHE, SECOLI DOPO LA CONSTITUTUM CONSTANTINI, IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL MALEDETTO VIZIO D'IMBROGLIARE IL PROSSIMO. AGLI IEROFANTI LA VERITA' NON INTERESSA, ANZI! PRIMA DI TUTTO VIENE IL CONTO ECONOMICO DELLA LORO BOTTEGA. POSSANO BRUCIARE IN ETERNO NEL MALEDETTO INFERNO DEI MENTITORI CHE SONO!

sindoneRispetto alla sicurezza più volte manifestata dal professor Odifreddi, non sono così propenso  alla tesi del falso medievale. Nonostante la prova al radiocarbonio, ritengo che i paladini dell’autenticità dispongano in questo caso di argomenti abbastanza convincenti, di natura storica, filologica, iconografica, ecc., quanto meno in grado di mantenere vivo il dubbio. Un falsario medievale dotato di tanta perizia, assolutamente fuori dalla portata del suo tempo, nonché d’un patrimonio di conoscenze così vasto, sarebbe fenomeno almeno pari a quello dell’immagine sul lenzuolo funebre.  

Un solo esempio per tutti. Tramite analisi elettronica sono state individuate le tracce di due monete tra le orbite oculari della figura impressa sul telo. Il tipo di moneta, un lepton, fu coniato tra l’anno 30 e 31, sotto Ponzio Pilato. Nell’iscrizione appena leggibile sul bordo si distingue la scritta YCAI, corrispondente a TIBEPIO [Y KAI]CAPOC, “di Tiberio Cesare”. Sennonché la scritta avrebbe dovuto essere  YKAI e non YCAI. Cioè una K al posto della C, dato che, come noto, la C greca corrisponde alla S latina.  Si tratta, in effetti, d’un errore di conio che corrisponderebbe con quello di altre due monete dello stesso periodo, in possesso degli storici e dei numismatici. Pensare che un falsario medievale possa essere stato dotato di simile dose di sofisticazione, da apporre sull’immagine proprio la riproduzione di tali monete, mi dà l’idea d’una forzatura poco consona a un approccio scientifico del problema.

D’altro canto, non mi lascia neppure indifferente la tesi di coloro che sostengono che la perfetta coincidenza di troppi particolari, sia anch’essa quanto meno sospetta.

Aggiornamento:  A confutazione di quanto sopra riportato ho trovato questo interessantissimo e documentato articolo del CICAP.
Consiglio anche la lettura di questo studio di Andrea Nicolotti.

Azzardo un' ipotesi personale, priva di qualsiasi riscontro oggettivo. Se uno specifico unguento, utilizzato all’epoca per pulire o mantenere i cadaveri,  fosse stato prodotto con sostanze contenenti materiale radioattivo, magari reperibili in loco o particolarmente pregiate e fatte venire da altrove proprio per questo scopo, è possibile che la sua apposizione sul corpo e la successiva permanenza in un luogo buio come un sepolcro, abbia impressionato la tela al pari d’una moderna radiografia. Il fatto che proprio quel telo “miracoloso” sia stato conservato e ci sia pervenuto, potrebbe attribuirsi semplicemente al culto devozionale di cui venne fatto oggetto Gesù già nel periodo paolino – perciò non molto tempo dopo la sua morte – e, magari, effettivamente ritrovato dalla regina Elena, madre di Costantino, nella sua foga di procurarsi reliquie.   

8 thoughts on “ANDRE' MARION e ANNE-LAURE COURAGE: LA SACRA SINDONE (Neri Pozza Editore, Vicenza 1998)

  1. Per Galatea72:

    Hai detto nordest, hai detto campagna, hai detto Mestre……io sono di San Donà di Piave (spero tu non sia mia cognata, che insegna lettere alle medie….) :-)))

  2. Caro Lector, avendoti conosciuto presso Galatea, mi permetto di entrare in casa tua, in attesa di poter ricambiare l’ospitalità :-).

    Ho (seppure sempre in maniera non completa) alquanto approfondito la questione sindonica, che ritengo un caso di confine tra scienza e fede, umanità e trascendenza.

    Non sono infatti solo le monetine, ma molti particolari, fino ai percorsi delle tracce di sangue che spingono per il fatto che sia vera (a parte che si creda o no che ci sia stato Cristo o un altro crocefisso).

    La prospettiva della figura e lo sviluppo della forma, ad esempio, spingono per il falso. Alcuni pollini sono antichi, altri più recenti. Il Carbonio 14 potrebbe essere stato “abbagliato”, come tu dici, etc. etc.

    Quello che resta fermo, però, è il dubbio se un essere umano sia stato lacerato in modo tale da imprimere quelle ferite e quelle torture nella tela a memoria perenne, o che sia stata la fantasia e l’arte a farlo.

    Con buona pace della fede cristiana (che peraltro se vera e genuina non ha bisogno di simili prove), spero nella seconda ipotesi.

    Grazie dello spazio e un caro saluto 🙂

    Medita Partenze

  3. Ciao Medita Partenze. Benvenuto, innanzitutto.

    Dici “la prospettiva della figura e lo sviluppo della forma, ad esempio, spingono per il falso”. Ho sempre letto che prospettiva e sviluppo della forma creano notevoli difficoltà in merito al rapporto tra corpo e telo. Un po’ quello che succede cercando di proiettare il mappamondo sferico su di una carta piana. Mi è sinceramente sfuggito il successivo passaggio implicante da questo preciso elemento l’indizio di falsità che mi fai presente. Puoi spiegarmelo o darmi delle indicazioni bibliografiche in proposito? Ti ringrazio. 🙂

  4. Nel senso che se si avvolge un corpo con un telo che poi si svolge, la figura che resta impressa non è realistica, ma, appunto deformata come nell’esempio che fai della proiezione di un corpo sferico su una superficie piana.

    Nella sindone, invece, la testa è di proporzioni regolari e da questo si propenderebbe per l’artificialità di un dipinto, che non tenesse conto dell’effetto di cui sopra. Quindi per un “falso” rispetto ad un vero lenuzolo funebre.

    Questo è quanto. Non sono in grado di fornirti bibliografia specifica. Basta farsi un giro sulla rete per trovare tutto e il contrario di tutto. Quello che non si trova (e penso proprio che non si troverà) è la prova definitiva, quella che farebbe la differenza e risolverebbe una volta per tutte questa facenda della fede… ma sarebbe troppo facile:-))

    Ciao 🙂

    Medita Partenze

  5. Ho postato già una risposta, ma non la vedo. Provo a sintetizzarla una seconda volta.

    Il problema è nel fatto che la testa della sindone ha proporzioni regolari e non è deformata come dovrebbe essere se fosse effettivamente il risultato di un panno avvolto attorno ad un solido quasi sferico.

    Questo farebbe propendere per la fattura artificiale e non per la verità di un lenzuolo funebre.

    Ci sono molte teorie e molti studi, la rete e le librerie ne traboccano, ma non si trova la prova definitiva, quella che farebbe la differenza e risolverebbe una volta per tutte anche la faccenda della fede… ma allora credere sarebbe troppo facile!

    Alla prossima, caro Lectorinfabula, da Medita partenze ;-))

  6. Ora che me lo hai ricordato, ho presente d’aver già letto qualcosa in proposito. Ho provato ad entrare nel tuo blog attraverso l’icona del sito di Galatea, ma arrivo solo fino al profilo e non vado oltre. Dunque, per ora, non riesco a renderti la cortesia d’una visita.

    Ciao 😉

  7. In effetti il mio contatto per ora è solo email, il blog lo sto progettando assieme ad alcuni amici, spero che presto potremo definirlo e metterlo in linea 😉

    Buona giornata

    MeditaPartenze

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