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Religioni e falsi miti: smascherando la propaganda cristiana

La ricercatrice canadese Shadia B. Drury: La capacità di attingere alla mitologia pagana è uno dei segreti che spiegano il successo del cristianesimo.

 


Secular Humanism
martedì 25 giugno 2013 12:21
Non è esagerato dire che l’invenzione del monoteismo è stata la più grande sciagura dell’umanità. Nel mondo politeistico, ogni città aveva i propri dei protettori contro minacce molto reali quali inondazioni, carestie, perdita dei raccolti, vulcani, sconfitte militari e altri disastri. Anche quando una città veniva conquistata dalla Persia o da Roma, era libera di tenere i propri dei e di adorarli secondo la tradizione. Ai conquistatori non veniva in mente di imporre il giogo della loro religione agli sconfitti o di privarli delle divinità dei loro antenati. C’era tolleranza reciproca e persino rispetto quando si trattava degli dei di altre città.

Ma all’improvviso, in questa scena politeistica è apparso un gruppo molto incivile che indicava tutti gli dei degli altri come falsi dei. Gli Ebrei ritenevano che il loro fosse l’unico vero Dio e che tutti gli altri dei fossero impostori. Gli Ebrei erano una tribù eccentrica, ma innocua in confronto ai Cristiani che li hanno sono loro (ndr) succeduti. Questi ultimi hanno alzato la posta sostenendo che tutti gli altri dei non erano soltanto falsi ma demoni spregevoli e maligni il cui culto doveva essere vietato e sostituito dal culto “dell’unico vero Dio”. Inutile dire che questi monoteisti hanno introdotto un livello di inciviltà e discordia che non rendeva le comunità politeiste ben disposte verso di loro. Contrariamente a quanto riportato dai cristiani, la loro persecuzione da parte dei Romani impallidisce fino a sparire se paragonata al numero di cristiani uccisi dalla chiesa, come riportato da Edward Gibbon in The Decline and Fall of the Roman Empire (Declino e Caduta dell’Impero Romano).

Quando l’imperatore Costantino si convertì al Cristianesimo nel 312 EC (sic!), garantì a tutti libertà di culto, inclusi i cristiani, con l’Editto di Milano (313 EC). Ma coloro che credevano di adorare “l’unico vero Dio” non sono stati soddisfatti dalla libertà di culto. Per sua natura, il Cristianesimo richiede predominio. I vescovi non furono soddisfatti finché il Cristianesimo non divenne l’unica religione ufficiale dell’impero e tutte le altre religioni vennero bandite (380 EC).
Una volta al potere, i bellicosi Cristiani repressero con la violenza ogni residuo del culto politeista. Naturalmente, il paganesimo capitolò di fronte a una persecuzione così spietata. Non aveva senso soffrire in nome di dei il cui culto doveva portare fortuna e alleviare la sofferenza. Con il sacco di Roma di Alarico (410 EC) e con altri barbari che assediavano l’impero da ogni parte, alcuni pagani naturalmente si chiesero se il crollo del loro impero non fosse dovuto all’abbandono delle divinità ancestrali a favore di una religione assolutista.
In risposta a queste riflessioni, l’inimitabile Agostino, vescovo di Ipponia, guidò una massiccia campagna di propaganda diffamatoria e autocelebrativa. Nella sua Città di Dio, Agostino si preparava a privare i Romani dell’idea che le loro disgrazie avessero qualcosa a che vedere con la perdita dei loro antichi dei. Ha definito gli dei pagani demoni vili e maligni “che insegnano la dissolutezza e godono della degradazione” (4.27). Ma fortunatamente, il sangue di Cristo ci ha “liberati” dalle loro bugie e dal loro “potere demoniaco”.

Di seguito, esporrò la mendacità della campagna cristiana di propaganda diffamatoria diretta contro gli dei pagani. Ritengo che la vittoria del Cristianesimo sulla civiltà classica della Grecia e di Roma abbia determinato il trionfo di una religione malevola e minacciosa che continua ad affliggere l’umanità.
Ciò che Agostino trovava particolarmente abominevole di Zeus (Giove in termini romani) era la sua pletora di avventure sessuali (4.26). Questa obiezione ci dice di più su Agostino e il Cristianesimo che non sul paganesimo. Tuttavia, bisogna sottolineare che un racconto della creazione derivante da genesi (non creazione dal nulla) ha bisogno di un dio con un appetito sessuale pantagruelico se deve essere considerato il padre di tutti gli dei e degli uomini. Inoltre, come si possono spiegare eroi come Ercole, che ha salvato l’umanità da ogni sorta di disastri, senza l’unione di donne mortali con il dio celeste? Di fatto, la saga centrale del Cristianesimo è una versione asessuata della storia di Ercole. Gesù, figlio di Dio, nato da una donna mortale, salva l’umanità non da qualche minaccia reale ma da un male astratto e immateriale.
Se si dovesse immaginare un padre celeste, allora Zeus come descritto da Omero nella Iliade supera il dio di Abramo. Non è soltanto la virilità di Zeus a renderlo un padre più plausibile; è anche l’empatia mostrata verso i propri figli – tutti i suoi figli. Essendo un Dio greco, ci potremmo aspettare che parteggi per i Greci contro i barbari nella Guerra di Troia. Ma non lo fa, perché è il padre di tutta l’umanità e quindi fa quanto è in suo potere per porre fine alla Guerra e alleviare le sofferenze umane- ma non è onnipotente.

Al contrario di Zeus, il dio biblico, nonostante la sua presunta onnipotenza, è un piccolo dio tribale che ordina agli Israeliti di uccidere tutti gli abitanti della terra promessa. Quando rifiutano, minaccia di sterminarli. Quando eseguono gli ordini, si unisce alla battaglia ed effettua la maggioranza delle stragi. Contrariamente alla propaganda Cristiana, come ho sostenuto nel mio libro Terror and Civilization, il dio del Nuovo Testamento non migliora rispetto a quello del Vecchio.
Agostino temeva che gli dei pagani fossero un cattivo esempio per l’umanità (4.32). Non era solo il comportamento lascivo di Zeus a scandalizzare Agostino. Sconfiggendo i Titani, Zeus sconfiggeva il proprio padre, Crono. E Crono era asceso al trono celeste evirando il proprio padre con una falce – in modo non tanto diverso da quello con cui si susseguono i regimi nel mondo umano. Ma Agostino temeva che presentare dei con un comportamento tutt’altro che esemplare potesse portare a una immoralità dilagante.
Tuttavia, le preoccupazioni di Agostino erano fuori luogo. Per i pagani, la pietà si manifestava onorando gli dei, non imitandoli. Il secondo caso era definito hubris – l’arroganza di agire come un dio. Per i pagani, un concetto così strampalato, che invariabilmente porta al disastro, era l’antitesi della pietà. Come i pagani, gli Ebrei avevano abbastanza buon senso da non imitare Dio. Ma Cristiani e Musulmani definiscono la pietà come l’imitazione di Dio, agendo in suo nome o per suo volere. In altre parole, trasformano hubris in pietà. Questa è la ricetta per la catastrofe politica.
Per i pagani, moralità e religione erano separate. La moralità riguardava i giusti rapporti tra esseri umani. La religione riguardava i rapporti dell’umanità con il mondo della natura. Gli dei pagani erano personificazioni mitiche di fenomeni naturali. Che cos’è Poseidone se non l’indomabilità del mare? Che cos’è Afrodite se non il potere dell’attrazione sessuale? Che cos’è Demetra se non l’abbondanza della terra? Che cos’è Ade se non l’ombra della morte? Lungi dall’essere falsi, gli dei pagani erano parte integrante dell’esperienza vissuta. Rappresentavano qualcosa di reale oltre a se stessi. Non si può dire lo stesso di Gesù o del dio di Abramo; loro non rappresentano nulla. La loro realtà dipende esclusivamente dalla credulità dei credenti. I miti pagani possono essere spiegati in termini naturali, ma la sconclusionata trascendenza dei miti cristiani mette alla prova la credulità umana: creazione ex nihilo, nascita virginale, immacolata concezione, morte e resurrezione, transustansazione – questi non hanno equivalenti in natura. L’affermazione di Agostino che il Cristianesimo ha liberato l’umanità dalla menzogna è la testimonianza della sua caratteristica combinazione di arroganza e illogicità.

Contrariamente alle affermazioni diffamatorie di Agostino, c’era una spiccata assenza di malvagità nella religione pagana. Non c’erano streghe o demoni. Se il raccolto non era buono, i pagani pensavano che la dea non era interessata ad aiutarli. Non pensavano di essere stati puniti per il propri peccati o che qualche strega malvagia avesse complottato con il diavolo per portare la siccità. Non si può dire lo stesso della religione “dell’unico vero Dio”.
In realtà, gli dei che i Romani hanno ereditato dai Greci non erano per nulla demoniaci. Al contrario, Zeus ha sconfitto i malvagi Titani, Giganti e Orchi e li ha rinchiusi sottoterra tra le fiamme della prigione del Tartaro. La battaglia ha causato un terribile scompiglio nel mondo, perché i Giganti hanno guadato oceani come fossero pozzanghere e hanno scaraventato montagne come fossero sassi. Ma quando la guerra dei cieli è finita ed è tornata la pace, Zeus e gli dei dell’Olimpo hanno riparato la desolazione e ripristinato l’ordine iniziale e la bellezza della terra, da loro tanto amata.
Gli dei dell’Olimpo non hanno creato il mondo, ma lo preservavano ed erano molto contenti di viverci. Al contrario, il dio di Abramo ha creato il mondo, ma di certo non ci vive(va). E secondo i racconti di Cristiani e Musulmani, era intenzionato a distruggerlo. Un evento il cui verificarsi i Cristiani hanno sempre preannunciato con nostalgia. Questo ha plasmato l’atteggiamento della nostra civiltà verso la Terra come dimora temporanea e vuoto a perdere. Così, è solo con la più grande ipocrisia che l’ex Papa Benedetto potrebbe aggiungere il degrado ambientale alla lista dei peccati cristiani.
Il Cristianesimo ha attinto all’idea pagana di una guerra dei cieli e ha aggiunto un tocco sinistro. La battaglia pagana si è svolta nel passato, ma quella cristiana è di là da venire. La battaglia pagana era tra gli dei, ma nella versione cristiana l’umanità è profondamente coinvolta. Questo fa aumentare la propensione umana alla guerra. Trasforma ogni guerra in una lotta cosmica. I nemici politici vengono invariabilmente percepiti come alleati delle forze del male. Ogni guerra diventa una prova per la battaglia finale, e quando arriverà il mondo sarà distrutto e la stragrande maggioranza dell’umanità soffrirà l’eterno tormento delle fiamme dell’inferno.

La capacità cristiana di attingere alla mitologia pagana è uno dei segreti del suo successo. Ma le differenze sono significative tanto quanto le somiglianze. Ad esempio, Tartaro è alla base dell’idea cristiana dell’inferno. Ma a differenza di quest’ultimo, il primo era riservato a Titani, Giganti e Orchi, non all’umanità nel suo complesso. Dopo la morte, gli esseri umani andavano nell’Ade, un tedioso regno delle ombre che era in aperto contrasto con la concreta esistenza della vita terrena di cui godevano mortali e immortali.
Sconfiggendo Titani, Giganti e Orchi, gli dei della Grecia hanno reso il mondo un luogo sicuro in cui celebrare vita, luce e bellezza. Vincendo la guerra dei cieli, gli dei dell’Olimpo hanno preso il posto degli oscuri dei ctoni del terrore e tormento. La nuova stirpe di dei era bella e civilizzata, se pur infantile e impetuosa. Non si aggiravano nella note terrorizzando i bambini con la minaccia di eterno tormento. Andavano nelle loro case sul Monte Olimpo a dormire nei loro letti.
Il Cristianesimo ha salvato il mondo dalla menzogna e dal potere demoniaco? Improbabile. Il trionfo del Cristianesimo sulla Roma pagana è stata una regressione alle divinità crudeli dei tormenti eterni. L’affermazione contraria di Agostino è il classico esempio di auto celebrazione dei vincitori che distorce la storia.

Shadia B. Drury è Canada research chair all’Università di Regina. È autrice di vari libri, incluso Terror and Civilization (Palgrave Macmillan, 2004) e Aquinas and Modernity (Rowman & Littlefield, 2008). Attualmente sta lavorando a due libri, Socratic Mischief e Chauvinism of the West.
Articolo originale su Secularhumanism.org, traduzione di Flavia Vendittelli

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